Facciamo cadere le squame dall’occhio del cuore (prima parte)
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★Superiamo il riconoscimento della dualità
A volte diciamo cose come: «Se si trasformano le abitudini di pensiero negative in positive, la coscienza divina rinasce e si può vivere una vita felice», vero?
È esattamente così, ma quando chi non ha fatto evolvere del tutto la coscienza vede o sente queste parole, tende a fare un errore di fondo.
Cioè riconosce le due parole «negativo» e «positivo» come due fenomeni opposti, come le due facce di una moneta, e le coglie in modo dualistico.
Per capire queste parole l’importante è non intendere il «trasformare» di «se si trasformano le abitudini di pensiero negative» come un semplice scivolare di lato e sostituire una cosa con l’altra.
Invece bisogna interpretarlo così: «Se si sciolgono e si cancellano le abitudini di pensiero negative con la luce della vita (parole luminose), il pensiero positivo che era fin dall’inizio nel profondo della coscienza emerge in superficie, e non si viene mai più sballottati dai pensieri negativi», e farne un riconoscimento naturale.
Per esempio, se finora si viveva con il 97% di pensiero negativo e il 3% di pensiero positivo, una volta cancellate e purificate del tutto le abitudini di pensiero del passato, nella vita successiva si potrà vivere con il 100% di pensiero positivo.
Chi crede che il rovescio del bene sia il male, o è convinto che salute e malattia siano le due facce di una stessa medaglia, ha rinchiuso la coscienza nella gabbia dell’opposizione dualistica e non riesce a riconoscere la realtà del grande universo, che evolve e crea all’infinito, fuori da quella gabbia.

★Il vero significato di «mi sono cadute le squame dagli occhi»
Ma chi, ascoltando (leggendo) un discorso come questo della vera verità, riesce a farlo suo dal profondo del cuore, con semplicità, pensando «ah, ecco, allora era così», nell’istante stesso in cui lo pensa salta dall’altra parte come se si teletrasportasse su un trapezio della coscienza.
Allora il pensiero negativo di finora scompare dal cuore senza lasciare traccia, si allarga un campo visivo della coscienza che riconosce la divinità in tutto, non si riesce più a pensare male né di sé né degli altri, e sgorga senza fermarsi un sentimento devoto che offre una gratitudine sincera ai doni della natura e di tutti gli esseri viventi.
È questo che si chiama «mi sono cadute le squame dagli occhi».
Il suo vero significato è che, cambiando il riconoscimento, le lacrime nerissime del karma che bloccavano la vista dell’occhio del cuore scorrono via, e al loro posto il bulbo oculare del cuore viene coperto dalle lacrime pulite della vita.
Allora l’occhio del cuore, che finora non vedeva quasi per niente, comincia a funzionare, e secondo quanto si apre quell’occhio del cuore, la verità della vita si riflette nella coscienza di superficie.
Perciò, se desideri davvero dal profondo del cuore vivere felice, significa che «basta far vedere di nuovo l’occhio del cuore che non vedeva più».
Allora il livello dimensionale su cui poggia la coscienza fa un salto in alto tutto in una volta, e come minimo rinascono gli occhi della dimensione del corpo spirituale. (Continua la prossima volta)







