La gestione della vita e il modo d’essere dell’«amore umano» – 1
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La gestione della vita e il valore dell’esistenza
Non è proprio come il discorso su Putin dell’altra volta, ma osservando i movimenti del cuore delle persone sulla Terra, sono sorprendentemente tante quelle che, guardando il telegiornale, pensano: «Magari se ne andasse all’improvviso».
Ma vedi, tra gli esseri umani che vivono sulla Terra non c’è nessuno che non serva.
Ogni singola persona, tutte le persone hanno un valore nell’esistere.
A governare la vita e la durata della vita dell’essere umano è la Divinità Guardiana di ciascuno, e se la Divinità Guardiana pensa «per l’avanzamento dell’evoluzione della coscienza, invece di tenerlo ancora nel mondo fisico è meglio farlo allenare nel mondo spirituale (o nel mondo astrale)», a volte, in un momento inaspettato, ci si diploma dal mondo fisico e si parte per il mondo spirituale.
Al contrario, anche chi non fa che creare fastidi a chi gli sta intorno, tanto che gli altri pensano «quella persona non merita di vivere», se si ritiene che «tenerlo nel mondo fisico sia meglio per l’unione e l’armonia dell’anima», a volte vive a lungo, qualunque cosa pensino di lui gli altri.
Come gestire la vita è qualcosa su cui il pensiero umano non può fare nulla.
Per fare un altro esempio, supponiamo che una persona vicina a te si ammali gravemente.
Allora penserai: «Ah, che guarisca presto», vero?
Secondo il senso comune del mondo della Terra di finora è un giudizio del tutto normale, e si può dire che sia un movimento naturale del «cuore d’amore».

«L’amore della sola coscienza manifesta» e «l’amore che trabocca dalla vita nel profondo del subconscio»
Ma vista dalla Verità Universale del cosmo, quell’amore si può allargare ancora di un passo.
Perché? Perché, mettendosi dal punto di vista dell’«anima» di quella persona, a volte guarire subito non è necessariamente desiderabile per la sua evoluzione e il suo progresso.
Detto in modo estremo, che cosa sia meglio per quella persona guardando a lungo termine lo sanno meglio di tutti il cuore del suo Spirito Guardiano e il cuore della sua Divinità Guardiana.
Per esempio, ci sono casi in cui l’anima ottiene consapevolezze importanti sperimentando per un certo periodo lo «stato di malattia».
In quei momenti lo Spirito Guardiano e la Divinità Guardiana di quella persona, pur ricevendo come si deve anche l’amore di chi le sta intorno, mettono a frutto quell’esperienza come apprendimento dell’anima.
A volte può capitare che, rimanendo in quello stato di malattia, arrivi il momento del passaggio al mondo spirituale.
Ma anche se si muore malati, non è detto che sia un evento infelice per la persona stessa.
Sai perché?
Il vero cuore di quella persona lo sa.
Sa di essere nata nel mondo fisico per realizzare l’evoluzione e il progresso dell’anima.
Ciò che opera in quella persona senza che quel vero cuore si annuvoli è il cuore dello Spirito Guardiano e il cuore della Divinità Guardiana.
Perciò, per concludere, poiché con il cuore umano non si può sapere se ciò che desideri sia desiderabile o no per l’evoluzione dell’anima di quella persona, quando pensi qualcosa in particolare su ciò che accade a un altro, è bene mandare una luce di sostegno al Sé Superiore di quella persona (il cuore dello Spirito Guardiano e della Divinità Guardiana): «Che la missione di N. sia compiuta. Spirito Guardiano e Divinità Guardiana di N., grazie di cuore».
(Continua la prossima volta)







