Facciamo cadere le squame dall’occhio del cuore (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Per far affiorare una coscienza più grande
E quando le lacrime dell’occhio del cuore diventano ancora più limpide, l’occhio della coscienza, pur essendo l’occhio fisico, diventa un occhio composto che comprende l’occhio del cuore del corpo divino e del corpo di luce, e si diventa capaci di vedere, pur restando nella coscienza superficiale, livelli dimensionali più ampi.
L’aspetto dei vari mondi che si riflettono in quell’occhio non è affatto quello di mondi misteriosi: come nel mondo fisico le persone conducono ciascuna la propria vita, si vede che tutti, in ciascun livello dimensionale, fanno l’apprendimento della vita secondo il proprio livello di coscienza e vivono normalmente.
Ascoltando il discorso fin qui, capisci quanto il restare tranquilli in un livello di coscienza dualistico, guardando soltanto il mondo visibile ai propri occhi fisici e pensando “quello è giusto”, “quello non è giusto”, “questo mi piace”, “quello non mi piace”, distinguendo tutto in bianco e nero e guardando le cose in modo contrapposto, abbia ristretto la visuale della tua coscienza, facendoti vedere soltanto un mondo piccolo, piccolissimo, vero?
Averlo capito significa che il livello di coscienza si è elevato, e che sei già diventato una persona che non viene più tormentata da pensieri negativi e non assapora più l’amarezza.
Se non lo capisci ascoltandolo una volta sola, rileggendo tante volte questo discorso, senza accorgertene le lacrime dell’occhio del cuore, fatte di componenti karmiche, scivoleranno via, e prima o poi arriverà il momento in cui la visuale del cuore si aprirà di colpo, come se dall’occhio del cuore fossero cadute le squame; perciò torna su questo discorso tante e tante volte, e apri la visuale del cuore.
Così l’abitudine di pensiero dualistica si correggerà da sola, anche senza cercare di correggerla a forza.

★Tutto dipende da come accogli le cose
L’importante è che il modo in cui ti appare il mondo che si riflette nella tua coscienza non ha nessuna causa nel mondo esterno: tutto stava nel tuo modo di accoglierlo.
Se si guarda bene il mondo con l’occhio del cuore, ci sono tantissime storie di persone che sembrano da compatire e che in realtà non lo sono affatto, anzi vivono in una condizione di felicità da invidiare, o di persone che si odiavano e detestavano fino al midollo e che in realtà ci amavano e si davano tanta pena per noi.
Tutti fraintendevano i fatti attraverso il filtro dell’ego.
Erano i pensieri che avevano dimenticato la verità della vita.
Per arrivare a capirlo, è bene toccare tante parole di Verità Universale nella vita quotidiana e, a volte, lasciare le giornate indaffarate, mettersi in piena natura e prendere coscienza della propria piccolezza.
L’amore della natura esprime un amore così profondo che gli esseri umani fisici non potrebbero eguagliarlo nemmeno mettendosi a testa in giù.
Toccare direttamente quella risonanza e sciogliere e allargare l’ego accelera l’evoluzione della coscienza quanto, o anche più, del toccare ogni giorno le parole della Verità Universale.
Chi di solito vive nel frastuono di una grande città e si trova in un ambiente in cui è difficile toccare la natura può anche soltanto alzare gli occhi al cielo e sciogliere e allargare la propria coscienza nella vastità del cielo.
In ogni caso, si tratta di sciogliere in qualcosa di più grande i pensieri incollati al corpo fisico che pensano “io, io”.
Così rinasce il grande cuore, essenza della vita che c’era fin dall’origine, e si ricorda che la grandezza della natura e la grandezza della vita che ti fa vivere avevano in realtà la stessa origine e la stessa radice, l’energia della creazione dell’universo.
Qualunque cosa va bene.
Prova a cominciare da ciò che puoi fare.
Così la coscienza divina, che avevi nascosto dietro la coscienza superficiale facendo finta che non ci fosse, affiorerà in superficie, e vedrai con i tuoi occhi il mondo di una visuale della coscienza completamente diversa dal te stesso di poco fa. (Fine)







