L’ascensione dimensionale dell’immaginazione (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Per far salire di dimensione l’immaginazione
Così, se si emettono i pensieri facendo attenzione all’angolazione e alla dimensione della coscienza che si emette, il contenuto di ciò che si immagina sale di dimensione e si può esprimere la creatività originaria della vita.
Per spiegare un po’ di più l’«angolazione e dimensione della coscienza» di cui ho appena parlato: l’importante è a quale livello si pone la dimensione della coscienza, e, dopo aver preso consapevolezza che proprio questa è la base di ogni riconoscimento, emettere la coscienza con un’angolazione rivolta al regno divino.
Se si lascia la dimensione della coscienza al livello di finora e si rivolge verso il regno divino soltanto l’angolazione della coscienza, essa non arriva fino al regno divino e precipita come un razzo il cui lancio è fallito.
Che cosa significa? Quando la coscienza si trova nel mondo fisico o nel mondo astrale, per quanto buona sia la cosa che si pensa, la coscienza è nel mondo della dualità, perciò non può sfuggire al principio dell’ascesa e del declino, come dire che «il fallimento sta attaccato al rovescio del successo».
E che cosa succede quando la coscienza si trova nel mondo spirituale o nel mondo divino? Che alla fine le cose vadano bene o no, si sale sulla spirale dell’evoluzione e della creazione infinite e si possono portare le cose verso il successo e il compimento infiniti.
Nel vostro mondo si tende a decidere subito ogni cosa in bianco o nero, a pensare bene o male, successo o fallimento; ma qualunque situazione indesiderata non è che un processo verso il compimento, e si sviluppa senza fine, perciò non si può misurare semplicemente con il bene o il male di quel momento.
Anche se qualcosa che si è fatto non è andato bene, se non ci si arrende subito ma si trova un nuovo modo per realizzare il risultato che si è immaginato e si va avanti, i risultati arrivano di sicuro.
E anche se, per quanto ci si impegni, il futuro non si apre, purché si mantenga un animo positivo, una strada del tutto nuova si apre da sola.
Se senti che finora, qualunque cosa facessi, non ne veniva mai fuori «niente», forse è perché a metà strada ti arrendevi o cominciavi a dubitare.

★Riconosciamo il mondo con la coscienza della divinità
In questo senso, si può dire che il segreto per far salire di dimensione l’immaginazione sia credere in modo assoluto nella propria divinità, senza dubitarne.
Il modo per riuscirci è rendere profondo il respiro abituale e continuare a vivere in uno stato in cui il sistema nervoso parasimpatico è dominante.
Se solo si fa così, chiunque può prendere coscienza della propria divinità.
E se si vive consapevoli della divinità, il pensiero che «tutto ciò che immagino si realizzerà sicuramente» diventa naturale, non qualcosa che ci si sforza di credere; perciò scompare la tensione di voler realizzare qualcosa con la forza di volontà, e si diventa capaci di dare forma alle immagini in modo naturale.
Ho detto all’inizio, vero, che la coscienza è il tutto di tutto.
Se si ha un campo visivo che guarda il mondo con la coscienza della divinità, si può ricordare per che cosa si è nati, e si capisce per intuizione che cosa fare nel vivere, perciò si diventa capaci di aprire il futuro senza preoccuparsi.
La cosa più importante di tutte è che, per mettere in pratica il «ciò che si può immaginare si può realizzare» di cui ho parlato all’inizio, bisogna porre la dimensione della coscienza nel regno divino.
Così l’angolazione della coscienza che si emette si sviluppa verso un futuro di evoluzione e creazione infinite, e non c’è più modo di sperimentare fallimenti o battute d’arresto.
Se desideri dal profondo del cuore diventare una persona che ha fatto evolvere la coscienza, immagina in modo vivido la tua figura con la coscienza evoluta.
Non importa come sei ora.
Perché tutto è un processo per ritornare a un sé che ha fatto rinascere la coscienza divina. (Fine)






