La consistenza dei pensieri e la profondità di gioia, rabbia, tristezza e piacere
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★Sulla consistenza dei pensieri
Riesci a capire che i pensieri hanno «consistenze diverse al tatto»? Prova a chiudere gli occhi un momento e a immaginarlo.
Sì, esatto. Da te mi è appena arrivato: «Starà parlando della differenza tra karma e divinità?», ed è proprio la risposta giusta.
«La consistenza dei pensieri» si può dividere a grandi linee in due tipi: i pensieri umidi, appiccicosi, e i pensieri asciutti, lisci e scorrevoli.
★La profondità di gioia, rabbia, tristezza e piacere
Allora, ecco la domanda successiva. Nella vostra lingua c’è l’espressione «gioia, rabbia, tristezza e piacere», vero? Riesci a capire che «gioia, rabbia, tristezza e piacere» hanno una profondità di dimensioni?
Non capisci?
Va bene, allora, vediamo, come potrei dirlo perché arrivi?
La «gioia» di «gioia, rabbia, tristezza e piacere» si divide a grandi linee in una gioia che poggia su pensieri attaccati al corpo fisico, che vedono sé e gli altri come separati, e in una gioia che viene dalla vita, in cui è la vita stessa a gioire. Capisci?
Sì, e allo stesso modo anche la parola «rabbia» ha una profondità: c’è la rabbia al livello dei pensieri emotivi che credono che il corpo fisico sia il sé, e c’è il rimprovero d’amore, in cui è la vita stessa a rimproverare. (In giapponese «shikari», rimprovero, suona quasi come «hikari», luce.)
Guardando così, capirai che anche la «tristezza» e il «piacere» di «gioia, rabbia, tristezza e piacere» hanno una profondità.
Per esempio, nella «tristezza» ci sono pensieri che si addolorano restando attaccati al corpo fisico, e ci sono anche pensieri che provano tristezza con compassione, da una coscienza un po’ più profonda. E se si guarda ancora più a fondo, c’è anche la «tristezza» della tenerezza, in cui la vita stessa guarda il mondo fisico con amorevole malinconia.
Se si guardano solo dalla superficie i rami e le foglie della parola «tristezza», non si immaginerebbe mai che abbia una tale profondità; ma se la coscienza si trova nella posizione della «luce della vita», si arriva a capire anche cose così.
E anche nell’ultimo di «gioia, rabbia, tristezza e piacere», il «piacere», c’è il «piacere» in cui sei tu a divertirti, a pensare che una cosa sia piacevole, con pensieri che vedono sé e gli altri come separati, e c’è il «piacere» in cui è la vita stessa a divertirsi.

★Quando sai distinguere la vita dal karma
Così, quando arrivi a capire la profondità di gioia, rabbia, tristezza e piacere, diventa più facile distinguere e discernere il vero cuore dell’essere umano, la coscienza della vita, dai pensieri che hanno dimenticato l’essenza, i pensieri karmici. Quando succede, vivere diventa molto più facile: se prima ti impigliavi di continuo nelle parole e nelle azioni di qualcuno e non facevi che emettere giudizi di critica e di biasimo, senza accorgertene smetti di badare a ogni cosa e non ne resti più prigioniero.
E qui torno al discorso della «consistenza dei pensieri» con cui ti ho interrogato all’inizio: è bene osservare sempre se i tuoi pensieri sono umidi o lisci, e fare attenzione che la sensazione liscia e scorrevole continui sempre.
★Come mantenere i pensieri lisci e scorrevoli
Il metodo più semplice per farlo, facile per chiunque, è questo: quando pensi da te «Ah, mi sento umido», controlla il respiro in modo da inspirare ed espirare a una velocità da cinque a sette volte circa quella del tuo respiro quando non ci fai caso.
Così facendo, la «consistenza dei pensieri» che era umida torna subito a una sensazione liscia, smetti di criticare e biasimare te stesso e gli altri, e non offuschi più «il cielo del cuore».
Questo è proprio un esercizio quotidiano: basta ripeterlo ogni giorno senza stancarsi e il tempo in cui riesci a restare con pensieri e coscienza lisci e scorrevoli si allungherà, perciò provaci. Ti sorprenderà quanto cambierai.







