Viviamo l’adesso che sta al centro dell’eternità (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Viviamo con il cuore splendente
E se si colma lo spazio tra la luce della vita e se stessi, chiunque diventa capace di vivere l’adesso che sta al centro dell’eternità.
E si può dire che quello stato della coscienza sia lo stato d’animo della saggezza più alta.
Perché si possono mettere a frutto non solo, naturalmente, tutte le esperienze di successo del passato, ma anche ogni errore, e così si mette a frutto il presente in modo naturale e, di conseguenza, anche il futuro comincia a risplendere: è uno stato in cui la vita viene gestita in un circolo virtuoso.
L’importante è quanto si riesce a far bruciare completamente la vita in questo preciso istante.
È bene vivere senza lasciar covare la vita sotto la cenere, consumando ogni giorno l’energia della giornata.
La vita è quella che si può chiamare una ricchezza, un’abbondanza infinita che non si esaurisce per quanto la si usi; più la si usa, più viene fornita dal profondo più profondo della vita, e diventando forza di ricambio infinita e saggezza che fa vivere ogni cosa, fa vivere tutte le cose attraverso le persone.
Ogni essere umano è in origine un’esistenza che ha dentro di sé la forza di approvvigionamento infinita che ha creato l’universo e lo fa funzionare, perciò, se solo scioglie ogni autolimitazione e vive mettendo a frutto la forza vitale che opera in lui, può vivere una vita così onorata da non poter fare altro che sentirsi grato e immeritevole.
La causa fondamentale per cui il mondo è diventato disarmonioso stava nell’aver rinunciato a questo dicendo: «Per me è impossibile».
Bisogna vivere esprimendo la verità della vita.
È questo che significa ascendere.
C’è chi spiega questa ascensione con parole facili da capire, intendendola solo come un cambiamento superficiale: «Se compaiono questi sintomi, stai ascendendo», oppure «questo è proprio il segno che stai ascendendo»; ma l’ascensione essenziale che vogliamo trasmettere sta più in profondità.

Per chiunque, la verità si trova nel profondo di se stessi, ciò che c’è di più vicino.
Se si bada solo ai cambiamenti superficiali, forse è difficile avvicinarsi alla vera ascensione. Ma va tutto bene: dal momento in cui si cerca di guardare nel profondo, la strada si apre.
L’importante è il modo di usare la coscienza qui e ora, in questo istante.
Non c’è niente, da nessuna parte, di più importante.
Quando la vostra coscienza di adesso supera ogni giudizio di bene e male, piacere e dispiacere, ed entra in uno stato che abbraccia ampiamente tutte le esistenze, tutto il passato viene messo a frutto e un futuro splendente è assicurato.
Perché si starà vivendo mettendo a frutto al massimo questo preciso istante.
Non c’è niente di più importante del cuore.
In qualunque livello dimensionale di mondo si viva, solo il cuore è sempre lì come se stessi.
Verrà un giorno in cui ci si toglierà di dosso il corpo fisico, vero?
Ma il cuore, in qualunque mondo si vada, non viene mai separato da sé, e resta insieme a noi come coscienza di sé.
Chi riporta quella sua coscienza al regno divino e cerca di vivere esprimendo la forza originaria della vita vivrà sicuramente in una condizione felice.
In qualunque mondo vada.
Perciò, per quanto il mondo della Terra di oggi sembri disarmonioso, chi vive al suo interno esprimendo la verità della vita non può fare a meno di sentirsi felice.
Felicità e infelicità, ricchezza e malattia: in tutte il modo d’essere del cuore ha un ruolo grandissimo.
Se solo il cuore diventa ricco, anche chi fino ad allora covava sotto la cenere nella sfortuna non verrà più lasciato in pace dall’abbondanza materiale, in proporzione alla ricchezza del suo cuore.
Per questo bisogna vivere facendo ardere la vita in questo preciso istante.
Se solo si fa così, tutto il passato aiuta il te di adesso, e tu, che vivi il presente con luminosità, fai risplendere ancora di più il destino futuro.
Più di qualunque spiegazione, è bene sperimentarlo con il proprio cuore e il proprio corpo, usando la propria vita come banco di prova.
Perché in nessun luogo dell’universo esiste una Verità Universale superiore all’esperienza. (Fine)







