Come lasciare andare i ricordi e aprire il futuro – 5 (ultimo articolo dell’anno)
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(Continua dalla volta precedente)
Conosciamo il vero adesso e partecipiamo alla costruzione di una società sostenibile
Ora una domanda.
Perché secondo voi avete scambiato il passato per il presente?
Non lo sai? Non riesci a dirlo subito a parole?
Sì, proprio questo è lo stato in cui si confondono i ricordi con la coscienza del presente.
Ho detto: «I ricordi non sono altro che dati del passato», vero?
Chi ne è davvero convinto riesce a vedere i ricordi separati da sé.
Chi non ne è convinto non si preoccupi: ripetendo quella formula di cui abbiamo parlato, con sentimento, come se esclamasse con stupore: «Il me che pensavo fossi io non era il vero me», arriverà naturalmente a vederli separati.
Detto più precisamente, che i ricordi non siano altro che dati del passato significa che «non sono altro che fatti del passato distorti dal filtro dell’ego».
Non sono la verità di questo istante.
La verità di questo istante è ciò che tu pensi, dici e fai di fronte ai vari fenomeni e alle tendenze dell’umanità, vero?
Il vero adesso è soltanto il movimento della propria coscienza in ogni momento.
Solo quello è il vero adesso.
La coscienza che lo capisce fino in fondo è proprio la coscienza della dimensione superiore di cui parlo sempre.
Basta conoscere e mettere a frutto così il vero adesso, e l’umanità può riflettere in un istante sui comportamenti sbagliati del passato e creare un mondo davvero sostenibile.
Diffondere «la cultura del mottainai (non sprecare), nata in Giappone», promuovere il riutilizzo di oggetti e materiali, le politiche energetiche che non usano il carbonio: sono tutti impegni importanti. Ma è solo quando vi si aggiunge un cambiamento nel modo di essere del cuore che il destino della Terra continua davvero.
Pensaci bene.
Oltre a creare e diffondere buone regole, se le abitudini di pensiero dell’umanità cambiano, non si dovrà ripercorrere la stessa strada.
L’importante è che ogni singolo membro dell’umanità tenga in mano una soluzione radicale che porti alla risoluzione alla radice.
Anche lasciando da parte un pensiero fuori discussione come «Tanto lo farà qualcun altro, quindi non devo fare niente», sarebbe bello che ognuno risvegliasse l’occhio del cuore e partecipasse alla costruzione di una stella migliore.

Svegliamoci dal sogno, agiamo, realizziamo e diventiamo
Bene, è il momento di tirare le somme.
Il tempo che voi, con i vostri pensieri, credete sia «adesso» è come il «tempo dentro il sogno» che si vede quando si dorme.
Molti terrestri hanno ancora il cuore nel dormiveglia.
Vuol dire che non guardano il mondo con l’occhio del cuore aperto.
Ciò che serve adesso è guardare il mondo non con gli occhi fisici ma con gli occhi del cuore, e aggiornare (riformare) ogni abitudine.
Se si osserva a fondo che cosa significhi correggere le abitudini, si capisce che è proprio lo «schema delle reazioni che scattano come riflesso condizionato in modo inconsapevole» che bisogna sovrascrivere e salvare, vero?
La chiave per aprire quell’occhio del cuore la trovano le persone che l’hanno capito così fino in fondo.
Chi pensa: «Ma va bene così come è sempre stato», «Non c’è bisogno di cambiare niente», «Anzi, è meglio che non cambi niente», avrà bisogno di un po’ più di tempo prima di svegliarsi dal sogno, e forse continuerà a imparare in un altro luogo.
Ma anche così sta percorrendo la strada dell’evoluzione, quindi non è che, se succede, vada male.
In definitiva, che cosa scegliere, come decidere e quale strada prendere è affidato alla decisione e all’azione di ciascuno.
E quando si guardano se stessi e gli altri, l’importante è questo: «Per quanto qualcuno sembri percorrere una strada sbagliata, è tutto l’immagine di una persona che percorre la strada necessaria e inevitabile per lei, quindi non c’è alcun bisogno di considerarlo un problema».
Ciò che devi fare è una cosa sola: vedere la divinità in ogni esistenza, passare attraverso il processo di esercitarti a considerarla naturale, e col tempo vivere in un mondo in cui la sola divinità è una cosa normale.
Basta vivere così, e ciò che fai con una volontà nobile si realizzerà di sicuro, e farai nascere un nuovo te stesso.
È il discorso del vostro futuro che si apre al di là dell’aver lasciato andare i ricordi.
Per finire, una parola.
Non pensare che lasciare andare i ricordi sia difficile.
Se capisci che sono semplici dati, riuscirai da solo a vederli in modo oggettivo e riuscirai naturalmente anche a guardarli dall’alto, a volo d’uccello.
Per voi ormai è solo questione di tempo.
(Fine)







