Un discorso da aprire quando non sai che fare con la tua coscienza (4/4)
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(Continua dalla volta precedente)
★Viviamo con un cuore come l’acqua
In ogni caso, se il proprio cuore non è indurito e solidificato, per quanto l’altro ci versi addosso acqua stagnante e fangosa (pensieri, parole e azioni), la si può lasciar scorrere liberamente con il cuore di un ruscello limpido; e al contrario, per quanto lo stato mentale della persona con cui si ha a che fare sia solidificato, se il nostro cuore è un cuore d’acqua che scorre lieve, adattandosi all’altro, quadrato se è quadrato, triangolare se è triangolare, nei buchi se ha la forma di un formaggio pieno di buchi, con atteggiamenti e parole che non si scontrano mai, si possono calmare le sue emozioni scatenate, sciogliere la paralisi dei cinque sensi del suo cuore, rimettere in funzione i suoi occhi e le sue orecchie, e perfino far emergere in superficie la sua divinità calma e razionale.
Tra le parole lasciate da Laozi, il santo apparso un tempo in Cina, c’è «il bene supremo è come l’acqua», vero?
Applica a te stesso proprio quel modo di vivere.
È un passo molto bello, perciò lo presento qui.
☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆
[Il bene supremo è come l’acqua. L’acqua giova bene a tutte le cose e non contende; dimora nei luoghi che gli uomini disprezzano, perciò è vicina alla Via.]
☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆☆(Significato: il modo d’essere del bene più alto è come l’acqua. L’acqua dona benefici a tutte le cose senza contendere, e scende a posarsi nei luoghi bassi che tutti trovano sgradevoli. Per questo è vicina alla Via.)

Questo non significa semplicemente che basta vivere senza contrasti, né che bisogna diventare persone timide e deboli.
L’acqua è un’esistenza gentile che può avvolgere ogni cosa seguendone la forma e penetrarvi, ma queste parole contengono anche un significato paradossale: proprio le cose morbide, senza una forma solidificata, quando diventano una corrente forte hanno la forza di muovere perfino le cose dure.
E proprio un cuore senza forma (un cuore come l’acqua), privo del blocco chiamato «io» (l’io individuale), come le onde radio dei telefoni cellulari attraversano i muri e i vetri degli edifici ed entrano nelle stanze, può penetrare anche nel cuore di una persona solidificato al punto da non mostrare fessure, sciogliere il ghiaccio del suo cuore senza che se ne accorga e trasformarla in una persona più morbida.
Be’, chi ha l’ego non riesce a cambiare gli altri anche se ci prova, perciò questo è il discorso di come ciò che una persona dal cuore disinteressato fa con un cuore naturale e senza forzature finisca per creare uno stato buono; ma è un esempio di come, se si vive con una coscienza libera e senza ostacoli, dopo essersi liberati delle proprie fissazioni e convinzioni, si possano prendere le cose in qualunque modo e anche trasformarle.
Questa volta abbiamo parlato di tante cose, ma non c’è bisogno di cercare di farle tutte in una volta, e si possono accogliere soltanto le parti che si sentono necessarie.
Infine, tornando al discorso iniziale: quando ti trovi di fronte a parole o azioni altrui che ti fanno pensare «che brutto, perché mi dicono (mi fanno) questo?», qualunque sia la tua reazione, non devi mai accusare te stesso.
Proprio quel cuore che accusa se stesso è il motivo principale per cui si sentono «accusa» e «attacco» nelle parole e nelle azioni degli altri, e si scatena da sé la tempesta dei sentimenti sgradevoli.
Perciò, come si guardano gli altri senza giudizio, bisogna avvolgere anche se stessi senza critiche, senza valutazioni e senza rimproveri.
Perché le valutazioni che si provano verso gli altri, tranne quando si esprimono fatti in modo oggettivo e senza emozioni, sono uguali a ciò che si fa agli altri e a se stessi. (Fine)







