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Per aprire l'era della comunione con le stelle

La Via per Vivere come Umanità Divina

Voice of Space Brothers

Viviamo il presente che sta al centro dell’eternità (prima parte)

Pubblicato il Aggiornato il

Viviamo il presente che fa risplendere tutto, passato e futuro

Le persone fisiche che vivono sulla Terra, di solito, hanno la coscienza trascinata soltanto dai fenomeni che appaiono sulla superficie del mondo, e la maggior parte non arriva a pensare alla “causa originaria per cui le cose e i fatti a cui si afferrano e in cui restano impigliate si sono manifestati così”, vero?

Per questo, davanti a qualunque cosa, vanno di qua e di là esitando, pensando “così no, cosà nemmeno”, fanno soltanto calcoli di vantaggi e svantaggi, o si legano alle montagne russe delle gioie, delle rabbie, delle tristezze e dei piaceri lasciando fuoriuscire a fiotti i pensieri karmici; ma quando d’ora in poi tutti questi terrestri, proprio tutti, evolveranno nella coscienza, si diplomeranno tutti da questo modo di vivere miope e potranno vivere con un cuore incrollabile “il presente che sta al centro dell’eternità”.

Oggi parliamo della consapevolezza di base per ricordare lo stato d’animo di chi vive questo “presente che sta al centro dell’eternità” e, prima del resto dell’umanità, vivere il presente che fa risplendere tutto, passato e futuro.

Prima di tutto, le “cose e i fatti a cui ci si afferra e in cui si resta impigliati”: sono i movimenti umani che si manifestano nei pensieri, nelle parole e nelle azioni delle persone, e riguardano anche i movimenti dei fenomeni fisici e ogni manifestazione del loro cambiamento.

Gli esseri umani che hanno uno spazio vuoto tra la coscienza divina e l’io fisico fanno vacillare il cuore perché qualcuno ha detto qualcosa, ha fatto qualcosa, e si divertono o si rattristano, si rallegrano o si arrabbiano.

E poi, pensando alla politica, all’economia, al clima, ai terremoti, fanno oscillare il cuore, si tranquillizzano o si preoccupano, sono soddisfatti quando l’avidità è appagata o si abbattono quando ci perdono e aspettano l’occasione della rivincita, vero?

Tutti questi movimenti dei pensieri sono pensieri di percezione temporanei dell’epoca in cui l’anima era bambina, che non hanno niente a che fare con la coscienza divina propria della vita.

Tutti quanti, senza eccezione, sono destinati prima o poi a essere illuminati dalla luce della vita e a svanire.

L’essere umano è colui che afferra le onde di quei pensieri che svaniscono e le crede reali, e quel modo di essere è un modo di usare la coscienza in cui si è perso l'”intervallo” con la vita.

Per questo, accanto alla parola “hito”, essere umano, scritta anche con caratteri che significano “dove lo spirito si ferma a dimorare”, esiste la parola “ningen”, essere umano, il cui secondo carattere significa “intervallo”.

«Mancare l’intervallo» (manuke, la parola giapponese per «sciocco») non è affatto una parola discriminatoria che disprezza e sottovaluta: indica che tra la luce della vita e la coscienza fisica c’è una distanza, e non si vive la vera vita.

Perciò, se come semplice fatto c’è uno spazio vuoto tra la vita e il corpo fisico, diventa un discorso semplice: basta colmare quello spazio correggendo il modo di usare la coscienza. (Continua la prossima volta)

 

La Via per Vivere come Umanità Divina

I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

Angelusbell

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