Per fare propria la Verità Universale (prima parte)
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★Spogliamoci con decisione del vecchio sé
Per quanto riguarda la Verità Universale, si può dire che il bivio tra arrivare o no a capire ciò che non si capisce sia «riuscire o no a far scendere nel profondo del cuore le informazioni esterne e riceverle trasformate in informazioni che sgorgano dall’interno».
Secondo il senso comune degli esseri umani fisici di finora, tutte le informazioni esterne venivano accolte in base al riconoscimento che «tutto ciò che vedo e sento fuori è un’esistenza del tutto separata da me», perciò molte persone non riuscivano a farle proprie e a comprenderle come contenuti che sgorgano dall’interno.
Anche un discorso come questo, se si cerca di accoglierlo con una coscienza attaccata alle vecchie visioni dell’essere umano e della vita del passato, risulta del tutto incomprensibile, vero?
Per questo diciamo che prima di tutto bisogna sapere chi è il vero sé.
Tra le cose di cui abbiamo sempre parlato c’è questa: «Il sé che credete di essere non era il vostro vero sé», vero?
Poiché non si capisce quanto sia una strada tortuosa cercare di conoscere la verità della vita con una coscienza che non è il vero sé, si gira in tondo nello stesso punto; ma se solo si buttano via con decisione i valori del passato e ci si tuffa con semplicità nella verità della vita, una volta superato si capisce che in realtà non era niente di che.
Se chi sta dalla parte della coscienza che non riesce a buttare via del tutto il sé del passato vuole conoscere il vero sé, non deve evitare la grande questione della vita: che cos’è mai l’essere umano?
Anzi, non è che non debba: evitandola non si può assolutamente conoscere il vero sé, perciò tenetelo presente.

★Che cos’è la vera Verità Universale
Si può dire che la vera Verità Universale sia proprio ciò che sgorga dal proprio interno come prima intuizione, sotto forma di consapevolezze e illuminazioni.
Chi ha l’atteggiamento «ciò che non so basta chiederlo agli altri», finché si lascia sfuggire quell’intuizione interiore, per quanto senta dagli altri la verità, non la capirà.
Per sicurezza, questo è un discorso del tutto diverso dal cercare di sapere cose superficiali di questo mondo che non si conoscono.
Per esempio, è una cosa del tutto diversa dall’uscire in città per andare al cinema, non sapere dove sia il cinema e chiedere a qualcuno: «Come si arriva al cinema?».
La Verità Universale riguarda l’essenza della vita, vero?
E l’essenza della vita è un mondo che si trova nel profondo del cuore di tutti.
Per quanto si ascoltino dagli altri discorsi su quel mondo nel profondo del cuore, se non lo si sente dentro di sé con la sensazione reale del «ah, ecco, era così», ciò che si è sentito dagli altri resta soltanto «conoscenza» e non diventa la propria verità.
Per questo la Verità Universale che si cerca di imparare dagli altri va fatta propria saldamente e colta direttamente come consapevolezza e illuminazione interiori. (Continua la prossima volta)







