Le caratteristiche di una coscienza collegata direttamente al sacro ~ Per virare da una «vita non come la si desiderava, ma così come la si pensava» a una «vita così come la si è immaginata» ~ 1
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Una caratteristica della coscienza collegata direttamente al sacro è che una «decisione interiore» come le seguenti è collegata direttamente all’«azione».
«Vorrei diventare capace di fare ○○.»
«Voglio ottenere la qualifica di ○○.»
«Voglio padroneggiare ○○.»
«Voglio rendere solido ○○.»
Quando nella vita quotidiana sorge un pensiero positivo, la caratteristica di chi lo vede realizzarsi è che tra la decisione immaginata e l’azione non c’è alcuno spazio.
Tuttavia, nei casi in cui ci si basa su un modo di pensare fondato sulla concezione dell’essere umano del passato, si consegna inconsapevolmente il proprio potere ad atti di pensiero karmico, come frenare la «decisione interiore», che è la prima intuizione, o capovolgerla e ricoprirla con altre idee, e così l’«azione» positiva scompare.
Allora la «decisione interiore», lampo d’intuizione collegato direttamente al sacro, perde il suo splendore, e mentre si continua a rimuginare si accumula karma nel cuore.
Che cosa significa, in questo caso, accumulare karma? Significa che nel cuore si accumulano i residui di pensieri che non sono bruciati completamente, e questi, evaporando col tempo, salgono poi nel cielo del cuore e vi ristagnano come nubi scure che nascondono la luce della vita.
Ed è così che gli esseri umani hanno continuato a girare in tondo nel vortice di un destino che non va mai come si vorrebbe.

Quando le persone ripensano alla propria vita, nella maggior parte dei casi si lamentano: «Non è andata come pensavo».
Ma se si ripercorrono con calma i fatti e si riflette, si vede che in realtà si è percorsa una vita esattamente così come la si pensava.
Come si dice spesso, per molte persone la vita è «una vita che, pur non essendo come la si desiderava, è così come la si pensava».
Allora, che stato è quello di una «vita non come la si desiderava, ma così come la si pensava»?
Guardandolo dritto e accettandolo, si può virare verso la rotta di una vita così come la si è immaginata.
Per saperlo, prima di tutto bisogna osservare che cosa si riconosce come «naturale».
Perché è bene farlo? Perché il destino di una persona è formato dal suo stesso riconoscimento naturale.
«Impossibile», «Non va», «Di sicuro non ci riesco», «È troppo presto».
Le abitudini di pensiero negative, abituate del tutto a negare le tante forze infinite che dimorano nell’essere umano, a ogni occasione si mettono da sole freni come questi e ostacolano la propria evoluzione e il proprio progresso.
Ora è proprio il momento giusto per diplomarsi dall’«abitudine di pensiero dell’autolimitazione».
Aggiornate il riconoscimento naturale di ciò che considerate «normale».
(Continua la prossima volta)





