Ai centri satellite della luce della vita
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Voi come definite e vedete la vostra esistenza?
Chi, a questa domanda, ha subito una risposta che gli viene in mente è una persona che abitualmente si esplora chiedendosi «Chi sono io?».
Che la risposta corrisponda o no alla Verità Universale dell’universo.
Chi si chiede «Perché va bene anche se non corrisponde?», provi a guardare ancora una volta a fondo nel «profondo della vita».
Allora dovresti cominciare a percepire la «legge della vita dell’universo» secondo cui ogni essere umano, qualunque modo di vivere abbia in questo istante, chiunque sia, avanza sicuramente nella direzione dell’«unione con la grande sorgente della vita».
Va bene anche se si usa male l’energia della vita e si va per una strada sbagliata.
«Purché quella persona viva bruciando fino in fondo l’energia della vita», s’intende.
La cosa peggiore è vivere lasciando covare sotto la cenere l’energia della vita, che si tratti di cose che sembrano buone o di cose considerate cattive, in qualunque forma.
Chi lascia covare sotto la cenere l’energia della vita è come chi vaga a tentoni con il cuore in una nebbia fitta, vero?
Per questo, lungo la strada dell’evoluzione e della creazione, tende a girare in tondo sempre nello stesso punto.
Al contrario, per chi vive bruciando completamente l’energia della vita, che corrisponda o no alla Verità Universale, la strada dell’evoluzione e della creazione si apre.
Chi vive in modo conforme alla Verità Universale può, così com’è, manifestare in sé in modo dritto e sano l’essenza della vita, e approfondirsi, allargarsi ed elevarsi.
Dico che va bene anche se non è così perché, anche quando quel modo di vivere non è conforme alla Verità Universale, se si vive bruciando la vita, quella persona arriva sicuramente a un vicolo cieco, arriva a correggere il proprio modo di vivere e comincia a cercare un’altra strada.
Per questo aumenta la probabilità di poter andare avanti, ed è per questo che dico che, per chi vive bruciando la vita, anche se non è conforme alla Verità Universale, la strada si apre facilmente.

Voi siete persone che hanno ricordato che la propria vita è un’«esistenza sacra».
Per questo si può dire che siate persone felici, che nella vita che vi aspetta non avranno altro che felicità e potranno passare un’esistenza avvolta dall’amore e piena di gratitudine.
Ma vi viene da pensare: «Va bene così?», vero?
Anche chi non lo pensa, non sente risuonare qualcosa dal profondo del cuore?
Tendi bene l’orecchio del cuore e ascolta con attenzione.
La vostra vita sta sussurrando qualcosa dal profondo del cuore.
«Sulla Terra ci sono ancora tantissime persone che, a differenza di te, non riescono a ricordare l’essenza della vita e a vivere in modo splendente, e vivono nel pieno della sofferenza.
Vorrei davvero che tu avessi una parte nell’aiutare queste persone.
Fai entrare le persone con cui hai un legame nello «spazio del cuore» che si è allargato perché hai ricordato il sacro, e accompagnale nella sfera vibrazionale del sacro.
Vorrei che immaginassi che il tuo cuore sia una «gigantesca nave madre dell’universo».
Vorrei che, sulla gigantesca nave madre del cuore che guidi tu stesso, facessi salire quanti più membri possibile dell’umanità della Terra e li portassi nel cielo e nella terra del sacro.
Noi naturalmente lavoriamo insieme a voi, dentro il vostro cuore, ma per noi interferire direttamente con i terrestri che annaspano nelle difficoltà è arduo, a causa della differenza di vibrazioni.
Perciò vorremmo che voi, collegati alla sorgente della vita dell’universo, diventaste un ponte che unisce le persone della terra al mondo celeste.
Vorremmo che viveste come centri satellite della luce che uniscono il cielo e la terra.
Per esempio, per le zone in cui il segnale di una stazione televisiva arriva a fatica, a volte si costruiscono impianti per ritrasmetterlo, no?
Vorremmo che foste voi ad avere questo ruolo.
Ve lo chiediamo perché siete persone il cui futuro nel mondo divino e nel mondo celeste è certo.
Siete gli unici. Gli unici a cui possiamo chiedere una cosa simile…
C’è chi dice: «Ci saranno anche terrestri che non saranno salvati», ma noi vorremmo che tutti i terrestri ricordassero la verità della vita e mettessero piede nella nuova epoca.
Per questo diciamo: «Vorremmo che foste lì, come centri satellite della luce della vita».
Chi vive così verrà il momento in cui si renderà conto che una forza vitale infinita lo riempie e che con un solo corpo può fare il lavoro di più persone.
Quello che c’è da fare è semplice.
Respirare semplicemente in modo lento e disteso e, qualunque cosa accada e qualunque cosa faccia chiunque, riconoscere la luce del sacro in ogni esistenza e vivere con amore e gratitudine.
Soltanto questo.
Solo con questo, vedrete con i vostri occhi un’evoluzione sorprendente in tutto ciò con cui avete un legame.»







