Come vivere in un ambiente che non si è desiderato – il caso degli impiegati (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Un modo di vivere radicato nella Verità Universale in un ambiente che non si è desiderato
Allora, se ora ti trovi in una situazione del genere, cerca che cosa devi capire in quella posizione.
La direzione verso cui rivolgere quei pensieri è il tuo stesso cuore.
Rivolgere i pensieri all’organizzazione stessa o agli altri non porta nulla da ottenere.
Anzi, non fa che ispessire le nubi scure nel cielo del cuore e non risolve nulla.
E allora che cosa bisogna fare? Osservare come sono le tendenze dei propri pensieri e, a partire da lì, capire a che cosa era attaccato il proprio riconoscimento e in che modo era sbilanciato.
Così l’angolazione dei pensieri che si emettono e la frequenza dimensionale, che è la posizione della coscienza, cambiano in modo naturale, e si diventa capaci di osservare dall’alto il proprio modo d’essere da un punto di vista che prima non si vedeva.
Nel frattempo la lunghezza d’onda del mondo intero si spiritualizza, perciò anche nella zona o nell’organizzazione a cui si appartiene ciò che non è Verità Universale si consuma, e il modo d’essere come dovrebbe essere emerge in superficie.
Anche senza sforzarsi di cambiare gli altri o l’organizzazione, ogni organizzazione e ogni individuo prima o poi ritornano alla forma che dovrebbero avere.
Vale per tutto nel mondo: ogni coscienza e ogni organizzazione, col tempo, vengono guidate verso la forma che dovrebbero avere.
Perché tutte le esistenze prima o poi ritornano al cerchio della grande armonia, che è l’essenza della vita.
Nell’epoca che verrà resterà solo ciò che è autentico e conforme alla Verità Universale.
Perciò non c’è bisogno di restare prigionieri di ciò che non è autentico e di pensare di doverci fare qualcosa: basta che voi stessi viviate in un modo conforme alla Verità Universale della vita.
Così tutto andrà al suo posto.

Si può dire che l’evoluzione della Terra significhi che tutti i pezzi del puzzle, sparsi e mescolati tra bene e male, vanno al loro posto.
Pensandola così, capisci che, qualunque cosa facciano gli altri, ciò che bisogna cambiare è il proprio riconoscimento, vero?
Se non cambi tu, il tuo modo di vedere le cose non cambia, e se il tuo modo di vedere non cambia, non cambiano nemmeno la posizione e l’ambiente in cui ti trovi.
L’unico che può cambiare il proprio mondo è quella persona stessa.
Se cambi tu, cambia il mondo.
Anche chi in questo momento soffre in un ambiente di destino in cui persone irragionevoli hanno il potere, se cambia la propria coscienza, a volte vede cambiare anche l’altro, e a volte si diploma da solo dall’apprendimento di quel luogo e davanti a lui si apre un nuovo ambiente di destino.
Ho detto, vero, che il vostro Sé Superiore vi mette in luoghi del genere sapendo tutto.
Forse hai sentito parole che significano «il divino non dà sofferenze che non si possono superare»: l’essere umano vive l’ambiente di destino adatto all’apprendimento della sua anima.
Perciò, in qualunque posizione ti trovi, per quanto sia doloroso il presente, fatti coraggio e risveglia un animo positivo.
E, in qualunque posizione e ambiente difficile ti trovi, credi che «tutto andrà sicuramente meglio», e vivi unito alla «straordinarietà della vita» che opera nel tuo cuore e nel tuo corpo.
Così tutto cambierà in modo sorprendente e, guardandoti indietro, verrà il momento in cui i giorni di sofferenza e di tormento sembreranno cose di una vita passata, di sicuro.
Se si usa la coscienza così, non c’è più bisogno di sperimentare ripetutamente gli stati che non si vogliono, e il destino cambierà in uno stato meraviglioso.
Usando il tuo cuore e il tuo corpo come banco di prova, prova a ingegnarti nell’uso della coscienza, come ho detto oggi.
E in quel momento non dimenticare di unirci il respiro profondo. (Fine)







