Il principio della felicità (1/4)
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★Per diventare felici
Il principio fondamentale per diventare felici è accorgersi della situazione attuale, in cui, pur essendo in origine tutti in armonia e felici, con i pensieri dell’io individuale che lo hanno dimenticato si è deciso da soli «non sono felice» e ci si è dibattuti, e cambiare l’angolazione e la profondità (la dimensione) con cui si emette la coscienza.
Parlando in termini ultimi, se solo si ricorda il fatto che tutte le vite erano in origine nella sfera vibratoria della grande armonia, per questo soltanto chiunque può ritornare alla coscienza divina originaria.
Pensi: «Anche se me lo dici, adesso sono infelice, come potrei mai farlo?»?
Se c’è qualcuno che la pensa così, forse ciò che sto dicendo ora e ciò che sto per dire gli sembreranno del tutto incomprensibili, perciò lo spiegherò in modo molto semplice.
Che cosa significa «si era felici fin dall’inizio, ma si pensava di non esserlo»? Significa che, poiché il proprio campo visivo della coscienza (le abitudini di pensiero) era immaturo, non ci si riusciva ad accorgere del fatto che la felicità era fin dall’inizio in dotazione di serie per ogni persona.
Chi pensa sul serio di non essere felice adesso è come chi vive con gli occhi chiusi: si può dire che si sia convinto «le mie palpebre per natura non si aprono» e che abbia vissuto fino a oggi con gli occhi chiusi.
La verità della vita è in origine nella felicità e nella gioia infinite, tutto in armonia, completo e senza difetti.

Spiegandolo senza i passaggi intermedi, tutta l’umanità terrestre è fatta di esistenze che da quella perfezione sono scese nel mondo della dualità estrema e cercano di manifestare la perfezione originaria della vita nel mondo del livello dimensionale in cui si trovano ora.
Per afferrare saldamente una vera felicità che non crolla, è importante guardare in faccia quel fatto e riconoscerlo.
Solo facendolo si può cominciare a percorrere la strada in cui non si sente l’infelicità.
Eppure molte persone, senza immaginare nemmeno che le cose stiano così, desiderano: «Non sono felice, perciò voglio diventare felice».
Quello stato del campo visivo della coscienza è uguale a vedere senza guardare.
Somiglia al campo visivo di chi non è bravo a trovare le cose perse.
Riconoscere in modo oggettivo il proprio modo d’essere in questo modo può essere difficile da accettare per l’ego e sembrare una cura drastica; ma chi sente di non essere felice adesso in realtà è profondamente amato e semplicemente non se ne è ancora accorto, e poiché non c’è altro modo di ricordare la vera felicità che far crescere la coscienza, è importante avere il coraggio di fare un passo avanti con i piedi del cuore: «Forza!».







