L’innovazione del cuore (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Ricostruiamo dalle fondamenta il cuore e il corpo
La vita umana, in origine, per chiunque, era un essere di coscienza senza attaccamenti, senza la minima fissazione né convinzione.
Ma, come risultato dell’aver creato il mondo fisico e di esservi rinati ripetutamente, ha completamente dimenticato questo fatto.
L’innovazione del cuore, se si paragona se stessi a un condominio, si può dire che sia ricostruire se stessi come un cuore e un corpo (spirito e corpo fisico) completamente nuovi.
Anche negli edifici reali, quando arrivano intorno ai cinquant’anni, i muri esterni e gli interni sbiadiscono e si deteriorano, negli impianti idraulici si verificano di continuo guasti per ruggine e intasamenti, e pavimenti, soffitti e ogni angolo diventano vecchi, vero?
In alcuni casi, poiché i vecchi edifici sono stati costruiti secondo vecchi criteri, dopo ripetuti terremoti le crepe della struttura si allargano, fino a uno stato in cui è impossibile continuare a viverci così com’è.
Per gli edifici sembra andare di moda la parola «ristrutturazione», nel senso di «rinnovamento complessivo per ridare valore»; ma, per quanto riguarda il cuore e il corpo umani, sulle vecchie fondamenta dei pensieri karmici non si può costruire la coscienza divina, perciò diciamo che, per provocare nel cuore un rinnovamento radicale, è necessario ricostruire il cuore e il corpo.
Sopra il senso comune di finora e un modo di vivere immutato nel tempo non si può costruire una coscienza divina completa.
È un fatto.

Perché il cuore e il corpo umani vivano liberamente nel mondo spiritualizzato che verrà, invece di rinnovare o ristrutturare il cuore e il corpo di finora, è meglio ricostruire il cuore e il corpo partendo da un terreno sgombro, in cui tutto è stato riportato a zero (in giapponese «zero» e «spirito» si pronunciano entrambi «rei»).
Così, per vivere con gioia su questa stella il futuro che verrà, bisogna togliere tutti i ricordi e i riconoscimenti del senso comune di finora e ricostruire con una coscienza nuova.
È questa l’innovazione del cuore.
Lo ripeto tante volte: la coscienza che credevate di essere finora, e i pensieri con cui la usavate per riconoscere il mondo, erano tutti illusioni e allucinazioni attaccate al corpo fisico.
È anche ciò che molti santi hanno insegnato da migliaia di anni.
Per esempio Shakyamuni, nato in India, ha insegnato qualcosa che significa: «Il vostro riconoscimento è capovolto e illusorio fin dalle fondamenta. Per conoscere la verità della vita dovete correggere dalla radice quel riconoscimento a testa in giù», e anche Gesù Cristo, con parole come «nessuno mette vino nuovo in otri vecchi», esortava a un rinnovamento radicale della coscienza, vero? (Continua la prossima volta)







