Sull’importanza di usare la coscienza in modo consapevole
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★Prima di tutto puntiamo al corso intermedio dell’uso della vita
Una persona comune, raggiunta una certa età, dovrebbe usare in modo consapevole il proprio modo abituale di usare la coscienza, per diplomarsi dal corso elementare dell’uso della vita (lo stato) in cui le emozioni vengono condizionate dalle parole e dalle azioni degli altri, e passare al corso intermedio dell’uso della vita (lo stato d’animo) in cui si riesce a osservare nei dettagli, con cuore calmo, che cosa si pensa davanti alle parole e alle azioni degli altri.
Ciò in cui cadono molte persone è che, vivendo senza pensarci, sulla base delle cose istintive, come mangiare quando si ha fame, agire secondo l’impulso quando sale il desiderio sessuale, dormire quando si ha sonno, e poi, sopra a questo, secondo l’agitarsi dei pensieri emotivi incollati al corpo fisico, si arrabbiano e si rallegrano, si rattristano e si divertono, invidiano e si vantano, diventano superbi o si abbattono completamente.
Quando si è in uno stato di coscienza del genere, ci si è allontanati molto dalla divinità, essenza della vita, e così a ogni parola e azione degli altri ci si fa condizionare, e i pensieri emotivi salgono e scendono come sulle montagne russe.
Questo stato si chiama “cedere ad altri il potere della vita”.
L’importante è che cosa pensi tu, che cosa hai pensato: ciò che gli altri hanno fatto o non hanno fatto non condiziona affatto la direzione del cuore, in verità.

★Per arrivare al corso avanzato dell’uso della vita
Se si capisce questo, si salta la parte inferiore e intermedia del mondo astrale e del mondo spirituale, e lo stato della coscienza va ad abitare in un colpo solo la parte superiore del mondo spirituale, subito prima del mondo divino.
Così, nell’esempio dell’uso della vita di cui parlavo all’inizio, si passa al corso avanzato, e la visuale della coscienza si allarga molto.
E il compito che resta a chi è arrivato fin lì (al corso avanzato dell’uso della vita) è ripulire bene i “resti delle forme”, come le convinzioni e le fissazioni, che non si correggono se non ce ne si accorge da sé.
Sono i residui dell’epoca in cui si viveva incollati al corpo fisico: in tanti esseri umani fisici catene di pensieri del tipo “deve essere così” o “come si dovrebbe essere” sono incrostate a fondo nel cuore e ostacolano senza lacune l’espressione della coscienza divina, libera e senza ostacoli.
Anche nel mondo reale della parte superiore del mondo spirituale ci sono tante persone così, chiuse nella prigione delle proprie convinzioni e fissazioni, che non riescono a usare liberamente la coscienza.
Sono persone come gli eremiti o gli asceti, ma, incastrate nella propria forma, non riescono a fare «Entra attraverso la forma ed esci dalla forma».
Vedendo queste persone, che siano esseri umani che vivono nel corpo fisico o spiriti che vivono nella parte superiore del mondo spirituale o più in basso, non si può che pregare: “Che il loro stato d’animo si liberi al più presto dagli attaccamenti”.
Perché, se la persona stessa non se ne accorge, per quanto chi le sta intorno le prepari la strada, non può fare il passo successivo.







