L’evoluzione della scienza e la divinizzazione del cuore – 1
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Nel pieno del passaggio delle epoche
Penso che molti di voi lo sentano già, ma nel 2023 i tempi si stanno spostando a una velocità che l’occhio non riesce a seguire.
Questo cambiamento è diventato evidente più o meno dalla metà del XX secolo, e da poco dopo il 2010 le persone che lo percepiscono sono aumentate moltissimo.
Allora, che cosa sta cambiando concretamente nei tempi?
Che cosa significa che i tempi si spostano (che passano e cambiano)?
Andiamo ancora più a fondo.
Qual è la cosa il cui cambiamento è più evidente?
Al contrario, qual è la cosa che cambia con estrema lentezza?
E c’è qualcosa che non cambia, per quanto cambino i tempi?
Quando si rivolge il pensiero a questo, ciò che viene in mente come esempio principale di qualcosa che sta cambiando in modo evidente è probabilmente «il progresso della scienza e della tecnologia».
E ciò che viene in mente, con un senso di frustrazione, come esempio principale di qualcosa che fatica a cambiare sono le abitudini di pensiero dell’umanità.
Di ciò che non cambia parlerò più avanti.
Forse qualcuno avrà pensato anche a varie altre cose, ma qui porterò avanti il discorso concentrandomi su ciò che ho appena citato.
Guardiamo il mondo reale.
La scienza e la tecnologia progrediscono, ma la coscienza dell’umanità cambia con estrema lentezza.
Immaginate che cosa può succedere a una stella in una situazione del genere.
Chi legge questa pagina web è un’anima antica, perciò forse qualcuno sta ricordando esperienze di rimpianto da digrignare i denti, vissute più volte da qualche parte nelle vite passate.

I fallimenti del passato e i progetti del futuro
Prima che venissimo sulla Terra, ci sono stati casi in cui, a causa del progresso della scienza e della tecnologia portato dall’egocentrismo dell’umanità, il pianeta stesso è crollato ed è diventato detrito dell’universo. (La fascia degli asteroidi (frammenti di una stella esplosa) che esiste in modo innaturale tra Marte e Giove ne è l’esempio più vicino.)
Anche nei tempi antichi di questa stella, in situazioni simili, ci sono stati casi in cui, pur senza arrivare all’esplosione del pianeta, è stata distrutta un’intera civiltà.
Forse qualcuno ha il ricordo di averne vissuto uno dal vivo, in quel luogo e in quel momento.
E forse qualcun altro ne ha visto o sentito da un luogo o da un’epoca lontani.
In ogni caso, la Terra di oggi si trova a un bivio importante in cui può imparare da quegli esempi di fallimento del passato e scegliere un futuro diverso.
Qui, per sicurezza, preciso che la parola «fallimento» che ho appena usato è una parola dal punto di vista dell’umanità della Terra, che non si è ancora del tutto diplomata dai valori dell’opposizione dualistica.
Visto con la coscienza divina entrata nel profondo della vita, non si chiama fallimento.
Qualunque cosa accada, non è altro che il processo di evoluzione delle persone che appartengono a quel pianeta.
Per il futuro della Terra ci sono molti progetti.
Ogni progetto cambia momento dopo momento, e non è un futuro fisso.
Allora, che cosa bisogna fare per rendere migliore il futuro?
Che l’umanità che vive oggi manifesti la divinità nei pensieri, nelle parole e nelle azioni di ogni giorno e di ogni istante.
Tutto si riduce a questo.
A guardare nei dettagli non si finirebbe mai, ma, a grandi linee, per il mondo della Terra ci sono due tipi di futuro.
Il futuro in cui l’umanità non rivolge il pensiero al risveglio della divinità e non cambia il proprio modo di vivere, e il futuro in cui l’umanità vira verso il risveglio della divinità e continua ad aggiornare il proprio modo di vivere.
(Continua la prossima volta)





