Vivere lasciandosi far vivere – 1
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Quando si passano le giornate ad amare con tenerezza la natura e tutti gli esseri viventi, riconoscendo il sacro in sé e negli altri, ci sono momenti in cui si sente: «In questo istante che chiamiamo adesso, il passato e il futuro si sovrappongono».
È un’impressione che nasce dal fatto che, in ogni singolo attimo che chiamiamo adesso, osserviamo il futuro disegnato in passato dai pensieri dell’umanità che prende forma, appare e svanisce, e, accogliendolo, la coscienza del presente riconosce chiaramente il sacro come essenza dietro ogni manifestazione e intanto mette in pratica il disegnare il futuro ideale in cui ogni cosa è come dovrebbe essere.
Molte persone non pensano che “nel presente esistano nello stesso tempo anche il passato e il futuro”.
Quando non lo si pensa, la coscienza emette semplicemente pensieri dominati dai fenomeni.
Lo si può chiamare «lo stato in cui i pensieri si lasciano sempre trascinare».
Come dico sempre, se non si passa attraverso il processo di usare la coscienza in modo consapevole, l’evoluzione della coscienza dell’umanità non si realizza mai, per quanto tempo passi.
L’evoluzione della coscienza dell’essere umano è la chiave che apre un futuro luminoso per la Terra.
Eppure, fra l’umanità della Terra, sono pochissimi quelli che si sono messi a fare lo sforzo di aggiornare le proprie abitudini di pensiero.

Nell’Umanità Cosmica ci sono anche alcuni che osservano in silenzio: «Anche questa è una scelta dei terrestri, quindi non si può far altro che vegliare su di loro».
Molti membri dell’umanità della Terra sono convinti che “oggi sia la continuazione di ieri e che domani arrivi come oggi”, ma, a dire la verità, il fatto stesso che ci sia il giorno di oggi è un miracolo.
Essere vivi adesso non è affatto scontato.
È qualcosa a cui non si riesce nemmeno a pensare se non si ha il punto di vista che «siamo fatti vivere grazie ai benefici di tante esistenze».
Se si parte dal principio, c’è “questo fatto stesso di poter vivere”.
Non c’è nessuno che faccia battere il proprio cuore da sé e che spinga il sangue con le proprie forze.
Anche il respiro non lo si fa pensando «adesso respiro»: si espira e si inspira in modo naturale.
Anche digerire ciò che si è mangiato, assorbirlo come nutrimento e usarlo, ed espellere ciò che non serve, è opera delle cellule, non qualcosa che facciamo noi.
Pensando a queste cose, la risposta giusta sulla realtà dell’esistenza umana è che non «viviamo con le nostre forze», ma «siamo fatti vivere dalla forza della vita».
(Continua la prossima volta)





