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Per aprire l'era della comunione con le stelle

La Via per Vivere come Umanità Divina

La Rinascita della Divinità

Cambiare pelle verso la vera felicità – 3

Pubblicato il Aggiornato il

(Continua dalla volta precedente)

Lo «sforzo per costruire una vita migliore» è lo sforzo di vivere comprendendo le caratteristiche dei pensieri e il significato fondamentale del respiro, e usando in modo corretto la coscienza e il respiro.

La vera felicità è lo stato in cui si è fatta propria una visione salda dell’universo, che non si lascia governare dai cambiamenti delle situazioni o dalle parole e dalle azioni degli altri.

Per scoccare la freccia della coscienza verso il “centro del bersaglio della felicità”, bisogna costruire con cura la forma di base del cuore, per cui il sacro stesso è la propria essenza, fissare lo sguardo con sicurezza soltanto sull’idea cosmica della grande armonia e usare la coscienza puntando al suo centro.

Detto semplicemente in una parola, si può dire che significhi usare la coscienza in modo corretto.

Se si comprendono le caratteristiche dei pensieri e si continua senza sosta a esercitarsi a usare correttamente la coscienza istante dopo istante, chiunque, senza eccezione, può ottenere un vero senso di felicità che non vacilla.

Per farlo, bisogna usare la coscienza in un modo che si colleghi alle azioni concrete del proprio corpo e della propria mente.

Si può dire anche che significhi usare la coscienza accompagnandola con l’azione.

Se i pensieri, le parole e le azioni che emettete adesso non si collegano ad azioni che creano la realtà desiderata, visto in modo immediato è uno stato in cui si spreca energia vitale.

Visto dal punto di vista dell’eternità, è l’immagine di chi percorre il cammino necessario che deve attraversare in ogni momento.

Qui vi dico una cosa di importanza fondamentale.

La chiave per usare correttamente la coscienza è accumulare pensieri, parole e azioni basati sul sacro sulla base di un’impostazione iniziale della coscienza che ha colto la verità della vita, come «La vera natura di me, ○○, è sacra».

La cosa più importante è che cosa si riconosce di essere nella vita di tutti i giorni.

Se ci si riconosce come esseri imperfetti, deboli, inferiori, o si riconoscono sé e gli altri come esseri separati, è difficile uscire dalle sabbie mobili senza fondo del pensiero dell’opposizione dualistica.

Ma se le fondamenta del riconoscimento del sacro sono solide, si può uscire da qualunque condizione oscura e stare in un mondo di sola luce.

Nella vita quotidiana, che cosa si riconosce come ovvio?

Osservatelo senza ingannarvi, avvolgetelo con un cuore d’amore radicato nel sacro e abbracciatelo.

Chi pensa «è buono, è cattivo», «mi piace, non mi piace» non è il vero sé.

Il vero sé abbraccia ogni cosa con un cuore amorevole.

Anche per arrivare lì, continuate a esercitarvi a ringraziare per qualunque cosa, facendo attenzione a usare la coscienza nel modo che ho descritto.

Così potrete sicuramente fare vostra una felicità incrollabile.

(Fine)

 

La Via per Vivere come Umanità Divina

I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

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I video verranno pubblicati man mano.

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