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Per aprire l'era della comunione con le stelle

La Via per Vivere come Umanità Divina

Voice of Space Brothers

Per cambiare pelle verso una coscienza in cui «We», «Our», «Us» sono naturali – 4

Pubblicato il Aggiornato il

(Continua dalla volta precedente)

Che cos’è il mondo in cui si dispiega l’universo interiore

Che questo mondo sia «il mondo in cui si dispiega l’universo interiore» è forse un discorso difficile da accettare per il blocco di pensieri che guarda il mondo in base ai ricordi percepiti dagli organi di senso del corpo fisico.

Perché per queste persone il mondo è ciò che si può vedere con gli occhi, sentire con le orecchie, annusare con il naso, gustare con la bocca e toccare con le mani.

Non riescono nemmeno a sognare che ciò che non si vede, non si sente e non si tocca possa essere reale.

Ma vedi, c’è un fatto che nessuno può negare.

Ed è che a definire e giudicare, dicendo «questo è così» o «quello è così», ciò che si è visto e sentito, gli odori annusati e le cose gustate, ciò che si è toccato con le mani e con la pelle, non è nessun altro se non i propri pensieri.

Anche se, leggendo o ascoltando il libro o il discorso di qualcuno, ci si è sintonizzati con le idee di chi le esprime, a decidere di accoglierle come proprie idee è stato se stessi, vero?

Guardiamo una situazione più seria e disperata.

Ci sono anche persone che soffrono per il lavaggio del cervello da parte di Stati o di qualche organizzazione, ma non è affatto un discorso per accusarle. Significa che, in qualunque situazione ci si trovi, la forza di scegliere di nuovo la direzione del proprio cuore si trova davvero dentro la persona stessa.

Qui lo dico per evitare malintesi: non sto dicendo che per questo sia bene o male.

È soltanto il fatto di percorrere la strada necessaria per far evolvere l’anima, e non è qualcosa da tagliare in modo dualistico con la spada del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto.

Un esempio concreto dei pensieri che creano il mondo

Eppure quasi tutte le persone sulla Terra, verso se stesse e verso gli altri, guardano solo la superficie e stabiliscono: buono o cattivo, simpatico o antipatico, sopra o sotto, destra o sinistra.

Ne ho già parlato, ma supponiamo per esempio che qui ci sia una persona di nome A.

E supponiamo che B, C e D spettegolino su di lei.

B apprezza A e dice: «È una brava persona».

C non si trova a suo agio con A e dice: «Quella persona è un po’…», lasciando la frase a metà e mostrando apertamente il suo fastidio.

D non ha nessun sentimento particolare verso A e dice: «Ah, quella persona», senza schierarsi né con B né con C.

Guardando solo quella scena, pensi di poter vedere correttamente il carattere di A e il suo quadro completo?

Una sola cosa è chiara: l’A di B, l’A di C e l’A di D sono, per ciascuno di loro, la verità.

Per essere più precisi, B, C e D proiettano ciascuno a modo proprio su A un’immagine di persona vista attraverso il filtro di se stessi.

Ecco una domanda.

Perché più persone, guardando la stessa persona, ne ricavano ciascuna impressioni diverse?

Chiudi gli occhi e chiedilo alla vita.

La risposta che risuona allora da molti strati in profondità nella regione dei pensieri è proprio la chiave per cambiare pelle, dal blocco di pensieri dell’«I», «My», «Me» alla coscienza unita del «We», «Our», «Us». (Continua la prossima volta)

La Via per Vivere come Umanità Divina

I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

Angelusbell

Video in arrivo

I video verranno pubblicati man mano.

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