Alla fine del viaggio di ritorno al «sé così com’è in essenza»
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Distinguiamo il «sé così com’è in essenza» dal «sé così come appare»
Positivo o negativo, non importa, ma se nel vivere si raccoglie con cura e si osserva nel cuore «a che cosa si riconosce valore», diventa più facile distinguere il «sé così com’è in essenza» dal «sé così come appare».
Perché? Perché, assaporando con calma «a che cosa si riconosce valore», la posizione della propria coscienza traspare e diventa chiaramente visibile.
Il «sé così com’è in essenza» è il cuore libero e senza vincoli collegato direttamente all’universo, con la risonanza stessa della luce della vita.
E il «sé così come appare» indica i pensieri che vedono sé e gli altri limitati nel mondo delle forme non libere.
Si può vedere anche con la distinzione tra «coscienza infinita» e «pensieri finiti».
Quando nel guardare se stessi si riesce a capire se i pensieri di ciascuno dei sé (l’umanità del mondo) che abitano la terra del cuore siano una coscienza valida per l’eternità (il sé così com’è in essenza) oppure una coscienza simile a una bolla che appare e svanisce (il sé così come appare), si possono unire e armonizzare i sé positivo e negativo, yin e yang.
È questa la posizione della «visione a volo d’uccello» (il campo visivo della coscienza che osserva dall’alto) di cui parlo sempre.
Se si riesce a stare lì, tutti i pensieri non pacificati che passano per la mente guardando sé e gli altri ritornano al cielo.
Buono o cattivo, simpatico o antipatico, vicino o lontano, gradito o sgradito, sopra o sotto: tutti quei sentimenti confusi trovano pace.
E così si può far rinascere il «cuore dell’amore misericordioso» che avvolge tutto senza giudizio.
È una coscienza che ha compiuto l’ascensione a una dimensione più alta di uno o due gradini.
Per ora, nella coscienza della maggior parte dei terrestri, più del 98% della coscienza di sé è occupato dal «sé così come appare» (i pensieri finiti).

Quando arriva il mattino, tutti si svegliano
Non sto dicendo che per questo non vada bene.
Per esempio, alle cinque passate di una mattina d’inverno ci sono tantissime persone che non sono ancora sveglie, vero?
È la stessa cosa.
Se si paragona la situazione attuale della Terra a un’ora del giorno, si è nelle prime ore del mattino prima dell’alba.
Ma decidere che l’umanità terrestre non va bene solo perché vive l’ora in cui il buio è più profondo è superficiale, vero?
State a guardare.
D’ora in poi tante persone si sveglieranno da un lungo sonno e ricorderanno il «sé così com’è in essenza».
Si può dire che sia l’epoca in cui finisce la notte dell’anima dell’umanità terrestre, il momento della rinascita del sacro.
In questo momento alcune persone forse resisteranno, non riuscendo a lasciar andare i pensieri abitudinari, ma anche loro, vedendo le persone intorno trasformarsi una dopo l’altra, verrà il momento in cui ripenseranno al proprio modo di vivere.
Perché l’umanità di qualunque stella sta facendo il viaggio per tornare al «sé così com’è in essenza».







