Un discorso per allenare la capacità di percezione (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★La percezione è il fondamento di tutto
Il discorso fin qui l’hai capito?
Ciò che voglio dire è che gli altri e il mondo che vedi non sono nient’altro che il mondo che hai percepito tu, né più né meno.
La percezione è il fondamento di tutto.
Per esempio, riguardo agli esseri umani, la valutazione di una stessa persona a volte appare completamente diversa a seconda di chi guarda, vero?
Per esempio, qualcuno vede quella persona come “una persona gentile e buona”, mentre un altro la vede come “una persona brusca e poco avvicinabile”.
Riguardo all’insieme del mondo, c’è chi lo percepisce sorridendo, “Che mondo divertente e pieno di senso è questo!”, e c’è chi lo percepisce con un’espressione cupa e la fronte aggrottata, “Che mondo difficile e pieno di sofferenza è questo!”.
Così le persone hanno a che fare con gli altri così come li hanno percepiti, vivono nel mondo così come l’hanno percepito, e con una percezione da un punto di vista unilaterale, lontana dai fatti oggettivi, si agitano e discutono: “è così, è cosà, com’è, è proprio così”.
E il destino di ciascuno si crea sulla base della percezione di quella persona, e il destino del mondo intero si crea sulla base della media complessiva delle percezioni di ciascuno.
E quando si cambiano “l’angolazione e la dimensione da cui si emette la coscienza” di cui parlavo all’inizio, la cosa migliore è farlo dopo che la coscienza è entrata stabilmente nel regno divino.
Perché, se la coscienza si ferma nei livelli dimensionali intermedi (il mondo spirituale o il mondo astrale), non si può afferrare il quadro completo delle cose, no?
Per vedere il quadro completo degli altri e del mondo, il proprio cuore deve trovarsi sempre nella condizione della coscienza divina.

★Come allenare la capacità di percezione
Il modo per farlo è il solito respiro profondo: basta che il respiro sia sempre calmo e, anche senza sforzarti di cambiare te stesso a forza con la forza di volontà, e al contrario anche senza rassegnarti alla tua mancanza di capacità di agire, senza accorgertene la coscienza arriverà in modo naturale a dimorare stabilmente nella sfera vibrazionale del regno divino.
Per questo non c’è altro che usare il proprio corpo e il proprio cuore come banco di prova, sperimentarlo e percepirlo.
Per quante parole si spendano, sono soltanto il dito che indica la strada; perciò la cosa migliore è provarlo davvero da sé e farne esperienza.
Non guardando soltanto la punta del dito che indica, ma cominciando davvero a camminare, ci si avvicina a quello stato.
Perciò, in conclusione, per allenare la capacità di percezione e vedere il quadro completo di questo mondo da un mondo che va oltre il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, non c’è altro che rendere lento il respiro di sempre.
Quando si rimestano i pensieri tormentandosi, facendo girare idee, “così no, cosà nemmeno”, la persona crede di allenare la capacità di percezione, ma in realtà difficilmente va avanti.
L’importante è far rinascere se stessi alla radice come esistenza divina.
Anche il modo per farlo è fare proprio nel corpo e nel cuore il respiro profondo: si può continuare senza forzature e senza creare attriti con gli altri, per questo vogliamo consigliarlo più di ogni altra cosa.
E per questo diciamo che è bene sforzarsi di guardare il quadro completo degli altri e del mondo quando la coscienza è placata dal respiro profondo.
Questo metodo si può portare a termine senza appoggiarsi a nessuno, soltanto con la propria forza vitale, perciò si può portare avanti l’evoluzione della coscienza con il proprio ritmo, senza essere interrotti da pensieri inutili e senza farsi condizionare da nessuno e da niente.
Mentre fai così, arrivi a capire quanto la tua percezione del passato fosse unilaterale, frammentaria, a metà.
E, arrivati alla fase successiva, per la prima volta si diventa capaci di vedere tutto da un punto di vista centrato, di giusto mezzo, senza restare prigionieri di niente e di nessuno: “Ah, tutti gli avvenimenti e i rapporti umani non erano né buoni né cattivi: erano tutti fenomeni necessari di quel momento”.
Ecco, prova da oggi.
Se continui senza stancarti, senza sosta e senza arrenderti, arriverai sicuramente alla coscienza cosmica che guarda la Terra dalla sfera vibrazionale del regno divino.
Te lo dico in anticipo: “Congratulazioni, finalmente te ne sei ricordato”.
Perché tu eri in quello stato fin dall’origine. (Fine)







