Il fuori è dentro e il dentro è fuori (7/8)
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(Continua dalla volta precedente)
★Per vivere come tutto pur essendo un individuo
Come dico sempre, il destino si può sempre sovrascrivere e salvare di nuovo in questo preciso istante.
Qualunque sia il seme del destino creato nel passato, e per quanto infelice sia il destino raccolto (manifestato) nell’autunno del raccolto (adesso), a seconda di come usi l’energia della coscienza in questo istante, ti accorgi che dalla fonte della vita stanno sgorgando il coraggio e la voglia di migliorare sufficienti per superare l’infelicità ringraziando, senza considerarla infelicità, e puoi vivere mettendo a frutto quella forza; e per di più puoi riscrivere il destino futuro come desideri.
La forza creatrice infinita del destino è proprio dentro di te.
Ora è il momento in cui devi accorgertene.

Finché tutte le persone non vivranno nel mondo del regno divino, la discordia e la mancanza di sincerità che si percepiscono fuori non sono fatti esatti.
Si può dire che non siano che il proprio modo interiore di sentire, e che ciò che è dentro si rifletta e si manifesti fuori.
Quando la coscienza evolve, al contrario, l’armonia e l’amore che si percepiscono fuori sono il riflesso di quelli interiori, e proprio perché l’interno è in armonia si trovano cose meravigliose nel mondo esterno, ci si commuove, ci si rallegra, si ride, e si prova una gioia senza pari nel condividerle con gli altri.
Riferendosi a questo, il fondatore del buddhismo, Shakyamuni, disse: “L’umanità fisica vive tutta in illusioni capovolte (guarda il mondo al contrario, come chi sta a testa in giù)”, vero?
Significa che a creare la realtà è sempre la coscienza dell’umanità, e poiché ciò che è dentro (la coscienza) si manifesta fuori, ciò che è fuori non è che il riflesso della creazione interiore.
Per dirla alla radice, tu sei completamente collegato anche al centro del grande universo, fonte della vita.
L’umanità, per sua natura, anche senza fare un viaggio spaziale con il corpo fisico fino al centro del grande universo, ha la propria vita direttamente collegata al centro dell’universo (la forza originaria che crea e sviluppa l’universo), e, qualunque sia il cielo e la terra in cui si trova, può usare quella forza vitale per far risplendere l’amore divino nel luogo e nei rapporti umani in cui si trova ora, e vivere in modo utile alla grande armonia dell’insieme; e vivere così significa proprio usare correttamente la vita.
Così, anche senza tramare per attirare a sé le cose che si desiderano, tutto procede come si vuole e ci si trasforma in qualcuno che vive naturalmente in un modo che fa vivere contemporaneamente sé e gli altri; perciò è bene lasciar andare con decisione, a questo punto, il proprio piccolo orgoglio e i propri piccoli desideri, e liberare se stessi dentro il grande scopo della grande armonia dell’insieme.
Così una persona diventa un’esistenza che, pur essendo un individuo consapevole di sé, è allo stesso tempo il tutto stesso, e arriva a prendere coscienza di sé come dell’universo stesso. (Continua la prossima volta)







