L’evoluzione della coscienza e il futuro prossimo (prima parte)
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Che cos’è l’evoluzione della coscienza
Che tipo di stato è lo stato di chi è evoluto nella coscienza? È ben altro che aver corretto un po’ il proprio carattere in modo lodevole o aver migliorato la propria umanità.
Lo stato di chi è evoluto nella coscienza significa che, non solo il carattere e la personalità, naturalmente, ma le cellule di tutta l’anima (corpo fisico, coscienza manifesta, corpo astrale, subconscio) entrano nella sottile sfera vibrazionale delle Divinità, e ci si trasforma in un’esistenza che emana un’aura splendente come il sole.
In altre parole, è come un pianeta che diventa una stella fissa e illumina l’universo, ed è anche un corpo materiale che si trasforma in corpo di luce.
Forse tra voi c’è chi pensa solo in modo vago all’evolvere nella coscienza.
Questo perché nel cuore di molte persone è profondamente incrostato il riconoscimento che il mondo visibile sia tutto, perciò, qualunque persona guardino, pensano: «Non è forse lo stesso essere umano?».
Finché non ci si diploma da quel riconoscimento, anche se ora vi apparissero davanti agli occhi Shakyamuni o Cristo con un corpo fisico, sembrerebbero probabilmente solo esseri umani fisici qualunque, non diversi da voi.
Ma oggi le persone che, pur avendo un corpo fisico, hanno compiuto l’evoluzione della coscienza sono davvero diventate esseri di luce, e lo splendore della loro aureola non ha nulla da invidiare a quello dei santi del passato.
Stai a guardare.
Quando la spiritualizzazione della vibrazione materiale di tutta la Terra sarà avanzata ancora un po’, accadrà qualcosa che lascerà tutti a bocca aperta, sbalorditi.

I cambiamenti del mondo che accompagnano l’ascensione dimensionale dei cinque sensi
Si tratta del fatto che i cinque sensi del corpo fisico compiranno l’ascensione dimensionale spirituale.
Che cosa succede allora? Tutti entrano nella dimensione spirituale, e la statura dell’anima di ciascuno diventa visibile agli altri in modo naturale attraverso l’aura.
Chi porta con sé la vanità farebbe bene a rendere il proprio cuore un po’ più sincero fin da ora.
Perché, quando accadrà, il carattere spirituale e il carattere divino dell’anima di ciascuno saranno evidenti a colpo d’occhio attraverso la luce dell’aura, e anche se si cercasse di sembrare degni solo in apparenza, non ci sarebbe alcun modo di ingannare.
Perciò chi ora, anche se viene deriso dagli altri, anche se è guardato con freddezza dalla famiglia, dagli amici e dai conoscenti, affronta onestamente la propria anima, ripulendo i pensieri abituali sbagliati delle vite passate mentre lucida la luce della vita nel profondo del cuore, solo allora vedrà il proprio vero valore riconosciuto anche da chi gli sta intorno, e intorno a lui si riuniranno persone che desiderano rinascere anch’esse come esseri che emanano un’aura nobile.
Ma in quel momento, in chi ha ancora anche solo un briciolo di interesse personale, la vanità, il desiderio di potere e simili possono rialzare la testa e trascinarlo nella vibrazione del mondo astrale, perciò fate attenzione.
Per questo ripeto fino alla noia: «Evoluzione della coscienza, perfezionamento di sé».
Chi, prima di ogni altra cosa, aspira all’evoluzione della coscienza e lucida a fondo la propria anima ha lo spirito saldamente entrato nel regno divino e non vacilla più, perciò scompaiono del tutto pensieri impuri come voler sembrare importante, mostrare la propria forza, farsi apprezzare dagli altri o farsi ringraziare.
Ascolta: le persone davvero grandi non cercano mai di mettersi al di sopra degli altri.
Poiché finora intorno a te non c’erano persone così, forse ti è rimasta in testa l’impronta sbagliata che, quando si diventa importanti, ci si comporta in quel modo; ma le persone davvero degne siedono sempre al posto più basso e non cercano di mettersi in risalto da sé.
È lo stato d’animo delle parole di Laozi: «Il bene supremo è come l’acqua».
Chi ha fatto suo un cuore così può usare liberamente la luce della vita adattandosi all’altro, e aiutarlo a far emergere il suo spirito sacro.
E non fa mai dipendere l’altro da sé.
Perché sa con naturalezza che ogni essere umano è il creatore del proprio destino. (Continua la prossima volta)







