Corso intensivo per diplomarsi dall’infanzia dell’anima (3)
Pubblicato il Aggiornato il
(Continua dalla volta precedente)
★Per diplomarsi dall’infanzia dell’anima
E adesso arriviamo al punto: il punto di partenza giusto per il pensiero “Voglio essere riconosciuto”, la fonte da cui è auspicabile che venga emesso, è la posizione della consapevolezza divina per cui ciò che si vuole fare è già fatto, già compiuto, oppure già realizzato.
Prima ancora di essere riconosciuti dagli altri, conviene mettersi lì ed emettere allo stesso tempo una coscienza che si riconosce pienamente da sé fin dall’inizio.
Quella coscienza che riconosce non è un riconoscimento superficiale, come cercare di convincersene a forza, ma un riconoscere con la stessa certezza con cui sai, senza nemmeno guardarti allo specchio, che il tuo viso ha di serie occhi, naso, bocca e orecchie.
E l’angolazione e la direzione verso cui quel pensiero dovrebbe rivolgersi non vanno dall’incompleto al completo, dall’incompiuto al compiuto, né dal non realizzato al realizzato: al contrario, è bene disegnare prima vividamente nel cuore l’aspetto pienamente realizzato o la forma compiuta desiderata, fare il calcolo a ritroso da quel traguardo per tornare al punto in cui ci si trova, e da lì accumulare le cause che portano alla completezza, al compimento e alla realizzazione.
Per i bambini piccoli è un’altra cosa, ma una volta diventati adulti, per chiunque, prima ancora di desiderare di essere riconosciuti dagli altri, la cosa importante è riconoscere se stessi.
Anche se il te stesso di adesso ti sembra contrario alla divinità, anche se i tuoi pensieri, parole e azioni non ti sembrano nobili, quella è soltanto la punta dell’iceberg trascinata dalle abitudini, una parte piccolissima della manifestazione della vita intera; perciò è bene abbracciare qualunque te stesso così com’è e rovesciarlo nella divinità così com’è.

Per questo diventa importante la ricerca della Verità Universale: che cos’è, in fondo, l’essere umano?
Allora, questa volta verifichiamo dal punto di vista della Verità Universale: capisci che l’essere umano è, allo stesso tempo, una creatura creata e il Creatore che crea, il possessore della coscienza divina?
E, come ho detto prima, hai capito che nel cuore di una stessa persona c’è il pensiero di chi vuole essere riconosciuto e, insieme, la coscienza di chi riconosce?
Dopo aver accumulato così una comprensione della situazione dal vero punto di vista, la consapevolezza importante da piantare nel cuore è che chiunque, una volta diventato adulto, deve riconoscere se stesso.
Non è una cosa da pretendere dagli altri.
Chi non riesce a riconoscere se stesso, per quanto venga riconosciuto dagli altri, capovolge tutto e si infila nella caverna dell’autonegazione.
Anche senza che lo diciamo noi, se ripensi al modo in cui avete vissuto finora tu e gli altri, è una di quelle cose tipiche degli esseri umani, no?
Questa consapevolezza è qualcosa di importante, che si potrebbe chiamare la spina dorsale dei pensieri: fa accorgere che la propria schiena si può raddrizzare e tenere dritta da soli, e dà a se stessi una consapevolezza importante per coltivare la coscienza autonoma dell’anima, che non cerca l’amore fuori di sé. (Continua la prossima volta)







