Non serve conoscere le vite precedenti (prima parte)
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★Per superare le difficoltà della vita serve conoscere le vite precedenti?
Tra le persone interessate alle cose spirituali, sono sorprendentemente tante quelle che vogliono conoscere la propria vita precedente, vero?
Perciò oggi approfondiamo un po’ se sia necessario conoscere la vita precedente o le vite passate.
Per dare prima la conclusione, si può dire che non c’è alcun bisogno di conoscerle.
Perché, quando si pensa di voler sapere che tipo di persona si era nella vita precedente, o di voler conoscere la causa dei rapporti attuali perché probabilmente si trova in una vita passata, spesso si sta soffrendo per la situazione presente, e conoscere la vita di una vita passata non fa avanzare l’evoluzione della coscienza.
Non essere soddisfatti della situazione presente significa non riuscire ad aprire il proprio destino reale, vero?
In quei momenti si è ceduta ad altri l’autorità della propria vita, e quando succede qualcosa si tende a voler cercare la causa all’esterno.
Quando il cuore è stanco così, se ti sentissi dire «in una vita passata hai fatto questo a tuo figlio», «in una vita passata hai fatto quello a tua moglie», «nella vita precedente hai fatto questa cosa terribile a tuo marito», e «per questo in questa vita avete il rapporto che avete», pensi che riusciresti a migliorare quel rapporto?
Nella maggior parte dei casi, saperlo rende più pesante il senso di colpa, e non si riesce a uscirne.

Forse te l’ho già detto, ma tutti gli insegnamenti sono racchiusi in questa vita; perciò, se solo si affronta quel «qui e ora» senza distogliere occhi e orecchie e ci si impegna con sincerità, come la terra si rassoda dopo la pioggia, i rapporti migliorano, ci si separa naturalmente da chi ci si deve separare e si incontra naturalmente chi si deve incontrare.
Pensaci bene.
Se per le varie esperienze di apprendimento del destino in questa vita servissero i ricordi delle vite passate, allora i ricordi della vita precedente e di quella prima ancora dovrebbero restare in tutti, senza eccezione, senza essere azzerati, vero?
Ma non è così.
Quasi tutti nascono nel corpo fisico con tutti i ricordi delle vite passate e del tempo trascorso nell’aldilà cancellati per mano del proprio Sé Superiore, senza ricordarne niente, vero?
Che cosa significa, allora?
Significa che la chiave per aprire il futuro non si trova nei ricordi delle vite precedenti o dell’aldilà prima della nascita, ma proprio dentro l’istante presente, vero?
Sì, sì, esatto.
Vivere il presente con tutto se stessi, ma senza sforzarsi troppo né troppo poco, senza maltrattare se stessi né maltrattare gli altri, imparando e manifestando il perdonare, l’amare e il far vivere sé e gli altri in modo equilibrato (= la manifestazione della grande armonia): è proprio questo che fa rinascere la divinità presente nell’essere umano, e solo così si può compiere un’evoluzione della coscienza che non torna indietro.
La maggior parte delle persone che vogliono conoscere la vita precedente o le vite passate ancora prima, di solito, già prima di andare da un sensitivo ha più o meno un’idea da sé, vero? Del tipo: «Se mia moglie mi tratta così, sarà la punizione per aver fatto il contrario in una vita passata», oppure «Se mio marito mi tradisce e torna a casa ubriaco trattandomi con violenza, forse nella vita precedente gli ho fatto qualcosa di terribile».
Ma il punto è che non c’è bisogno di incolparsi così, né di conoscere le vite passate. (Continua la prossima volta)







