Per vivere una coscienza che si è diplomata dallo scaricare la colpa sugli altri (prima parte)
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★I vari modi in cui si dà la colpa della sofferenza agli altri
Qualche giorno fa, nel discorso sul vero cuore altruista, vi ho detto che reprimere i [propri sentimenti sinceri], ciò che “io” vorrei fare o ciò che vorrei che “l’altro” facesse, e intanto, in superficie, avere pensieri, parole e azioni che mettono gli altri al primo posto, è una “trappola che si può scambiare per altruismo” in cui cadono facilmente le persone di buon cuore, ricordate?
A questo proposito, nel mondo in cui vivete sembra che ci siano stati chiamati con nomi come “malattia causata dal marito”, “malattia causata dalla moglie”, “malattia causata dai genitori” (dal padre, dalla madre) o “malattia causata dai figli”.
Pare che siano nomi che indicano lo stato in cui le parole e le azioni di un familiare hanno fatto da innesco e si è perso l’equilibrio della salute del cuore; avere un nome aiuta alcune persone a comprendere la propria condizione e a sentirsi sollevate, ma d’altra parte a volte il cuore resta legato a quel nome, perciò è importante anche non restarne troppo prigionieri.
Perché, illuminando il modo di essere dei pensieri che si trova dietro la sofferenza del cuore, il cuore può ritrovare la propria armonia originaria.
Che ci sia un nome di malattia o no, la tua essenza è sempre la vita stessa, sana.
Perciò non c’è bisogno di rinchiuderti in piccolo a causa del nome di una malattia.

★La causa profonda di ogni disarmonia e la legge di causa ed effetto
In un mondo in cui tante persone cedono ad altri il potere della propria vita e tendono ad affidarsi alle autorità del settore o a qualcosa di cui si fidano, se non c’è qualcuno che guidi in modo da far emergere spontaneamente la divinità interiore di sé e degli altri, si finisce facilmente per non uscire mai, nemmeno col passare del tempo, dalla condizione in cui ogni singola persona dell’umanità scarica le colpe sugli altri e dipende dagli altri.
L’equilibrio del cuore può rompersi non solo con i familiari, ma anche nei rapporti con i superiori, con i vicini, con gli amici, vero?
Proprio per questo, insieme a ricevere le cure necessarie, è importante anche rivolgere lo sguardo alla forza della vita che si trova nel profondo del cuore.
Dietro la disarmonia che nasce nel cuore umano c’entra anche il fatto che i propri pensieri si erano allontanati dall’essenza della vita.
Non riuscire ad amare se stessi, o non andare d’accordo con gli altri, è soltanto una coscienza dei pensieri che ha dimenticato il vero essere della vita e che, a causa dei rapporti umani, rannuvola il cielo del cuore.
Quanto agli adulti del mondo, basta che comprendano questo principio, e possono migliorare con la propria volontà le situazioni disarmoniche.
L’eccezione sono i bambini: per esempio un bambino piccolo che subisce a senso unico maltrattamenti dai genitori difficilmente riesce a uscire da quella condizione con la propria volontà, perciò qualcuno intorno deve proteggerlo.
Che una giovane vita lasci il corpo di carne perché maltrattata dai genitori è un avvenimento davvero triste, che non deve mai accadere.
E anche per l’adulto che finisce per ferire, questo significa portarsi addosso una sofferenza lunga e pesante; perciò, se intorno c’è una persona con forza dell’anima, e se riesce a guidare quella persona perché non commetta errori, non c’è niente di meglio. (Continua la prossima volta)







