Per vivere basandosi sul vero amore – 1
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Tutti stanno avanzando con costanza nel cammino dell’evoluzione
Di recente il mondo trabocca di metodi per vivere controllando le emozioni, vero?
È perché sono tante le persone che vivono portandosi dentro la sensazione che vivere sia difficile; ognuno di questi metodi ha i suoi lati utili, ma noi vorremmo trasmettere anche una strada ancora più profonda, quella del cambiamento dalle radici del cuore.
Il cuore non è qualcosa che si può gestire come si vuole solo con le tecniche: è qualcosa che cambia a poco a poco dall’interno di se stessi.
Ma le persone che si aggrapperebbero anche a un filo di paglia si collegano a persone e metodi con cui hanno un legame, secondo il livello di coscienza di quel momento.
Questi movimenti del cuore non si possono affatto giudicare negativi con un taglio netto dall’esterno.
Ci sono casi in cui si pensa: «Da quando si è legata a quella persona strana, è diventata strana, come se fosse cambiata», e naturalmente, quando si è preoccupati, va bene prendersene cura con discrezione. Detto questo, anche quello, visto a lungo termine, è un fotogramma del processo di evoluzione di quella persona, e lei ha davvero anche la forza di imparare da lì e di rialzarsi.
Guardando solo la superficie, forse non sembrerà così.
Ma in realtà sta avanzando con costanza nel cammino dell’evoluzione.
La maggior parte degli esseri umani fisici guarda solo ciò che accade davanti agli occhi e la superficie delle parole e delle azioni proprie e altrui, vero?
Proprio per questo viene voglia di dire questo e quello sugli altri; ma se ci si esercita a riflettere su se stessi alla luce del fatto che «ciò che si prova verso gli altri è lo specchio del proprio cuore», col tempo ci si collega anche alla coscienza degli Spiriti Guardiani e delle Divinità Guardiane di ciascuno, e così non c’è più bisogno di fare dall’esterno critiche, accuse o valutazioni inutili.

Desideri unilaterali e preghiera del vero amore
Come dico sempre, tutti gli esseri umani fisici sono protetti e guidati dagli Spiriti Guardiani e dalle Divinità Guardiane.
Vale senza una sola eccezione.
Anche chi sembra aver perso la retta via, anche chi adesso sta soffrendo per una malattia, un infortunio, la perdita del lavoro o altro, ha alle spalle gli Spiriti Guardiani e le Divinità Guardiane, che non lo abbandonano e lo guidano.
A dire il vero, sia la coscienza degli Spiriti Guardiani sia la coscienza delle Divinità Guardiane sono il «Sé Superiore» di quella persona stessa; ma finché quell’essere umano fisico non arriva a considerare normale la propria divinità, non ne diventa consapevole.
Quando voi, da osservatori esterni, vedete persone così, la cosa migliore che potete fare per loro è la preghiera d’amore: «Che la missione di questa persona sia compiuta. Spiriti Guardiani e Divinità Guardiane di questa persona, grazie».
Se ci si rilassa un attimo e si vive con i pensieri appiccicati al corpo fisico, si tende a pensare: «Che a quella persona succeda questo, che le succeda quello», vero?
Per questo ne parlo di tanto in tanto: anche il cuore che desidera «che succeda questo, che succeda quello» nasce dalla gentilezza, ma se lo si trasforma in una preghiera che affida la persona ai suoi Spiriti Guardiani e alle sue Divinità Guardiane, diventa un amore più grande.
Ne ho parlato anche l’altra volta: supponiamo che tu, verso una persona che soffre per una disgrazia, abbia espresso il desiderio: «Che la sofferenza di quella persona le sia tolta al più presto».
A prima vista sembra un bel movimento del cuore, vero?
Quel desiderio è molto prezioso. Detto questo, gli Spiriti Guardiani e le Divinità Guardiane di quella persona vedono fino in fondo, anche là dove noi non vediamo, e le preparano la strada migliore.
Per questo, mantenendo così com’è il sentimento che desidera la guarigione, vorrei che provassi ad allargarlo in una preghiera di gratitudine verso gli Spiriti Guardiani e le Divinità Guardiane.
A te che aspiri all’evoluzione della coscienza, vorrei davvero che riflettessi a fondo su questo dentro di te.
Perché il vero amore non si vede se si guarda soltanto lo stato superficiale del momento.
(Continua la prossima volta)







