Per guidare la propria coscienza (parte centrale)
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(Continua dalla volta precedente)
★A guidare la propria coscienza in modo naturale e senza forzature è il respiro profondo
Il cuore è davvero profondo, perciò, per esempio, anche ciò che ho detto all’inizio, “basta fare le cose che ti fanno provare gioia”, richiede che tu capisca da solo che cosa sia gioia e che cosa sia sofferenza e, allo stesso tempo, che tu riconosca anche quali siano le cose da fare ora e quali quelle per cui è troppo presto (per cui faresti il passo più lungo della gamba).
Anche riguardo al sentimento di gioia, se non riesci a distinguere bene se il pensiero che emetti è una gioia dell’ego o una gioia che viene dalla divinità, non riesci a guidarti nella direzione giusta.
E come mezzo per risolvere questa situazione, ciò che voglio dirti finisce per essere, di nuovo, il solito discorso sul respiro.

Mettere in pratica l’evoluzione della coscienza a casaccio, senza avere la minima idea di come sia il vero sé, il sé della coscienza divina, è come scoccare frecce con gli occhi chiusi: se non fai che lanciare frecce in direzioni completamente sbagliate, nella via del tiro con l’arco non puoi certo migliorare, vero?
Così, un po’ come dice «Tutte le strade portano a Roma», se vuoi sapere in modo oggettivo che cosa stai facendo, si può dire che sia utile confrontarlo con altre vie ed esaminarlo alla loro luce.
E, come al solito, è bene rendere consapevole e tranquillo il respiro che fai in modo inconsapevole: per dirla in modo estremo, inspirare abbondantemente come se la parte alta dei polmoni si allungasse fino alla sommità della testa, trattenere bene il respiro dichiarando nel cuore le parole divine desiderate, e poi espirare di nuovo lentamente, in modo sottile e lungo, prendendosi tempo.
E il motivo per cui consiglio di fermarsi quando si è finito di inspirare è che, quando si ha finito di inspirare, la coscienza si trova nel punto più vicino alla radice della vita; perciò dichiarare in quel momento l’immagine desiderata diventa proprio sviluppo della divinità, e favorisce l’evoluzione della propria coscienza.
Consiglio di inspirare ed espirare lentamente, prendendosi tempo, perché così ci si avvicina al respiro stesso del grande universo. (Continua la prossima volta)







