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Per aprire l'era della comunione con le stelle

La Via per Vivere come Umanità Divina

Voice of Space Brothers

Per cambiare pelle verso una coscienza in cui «We», «Our», «Us» sono naturali – 9

Pubblicato il Aggiornato il

(Continua dalla volta precedente)

Diplomiamoci dalla condizione degli sforzi vani

Prima ho detto che la coscienza umana perde l’equilibrio sia quando pende verso il positivo sia quando pende verso il negativo, vero?

Se non lo si capisce, l’umore si capovolge da un estremo all’altro e si finisce per dire: «Uffa, che seccatura, a me va bene restare come sono sempre stato».

Proprio per questo vorrei che sapessi che, finché i pensieri restano appiccicati al corpo fisico, per quanto ci si sforzi con tutto l’impegno di diventare una persona positiva, per quanto si continui a cercare e cercare una personalità ideale, per quanto si vada avanti, resta sempre uno sforzo vano.

Ora prova a pensare perché, nel mondo di finora, lo splendore delle persone buone era debole.

È perché, proprio come le persone che pendevano verso il negativo, la loro coscienza pendeva verso uno dei due poli.

Perché succede, chiedi?

Sì, bella domanda.

È perché il mondo fenomenico è un mondo fatto in modo che sia le manifestazioni spirituali sia quelle materiali si manifestino divise in due poli.

E in particolare, quando la coscienza degli esseri umani, la cosa più importante, pende verso il positivo o verso il negativo, per la legge dell’ascesa e del declino la coscienza del polo che è andata troppo oltre si capovolge facilmente per qualche occasione e diventa lo stato di coscienza del polo opposto.

È uno stato di coscienza che si capovolge facilmente, di continuo, dal positivo al negativo e dal negativo al positivo, come “chi prima rideva adesso piange” o “chi fino a ieri era di cattivo umore oggi è di ottimo umore”.

Forse penserai: «Se il negativo si capovolge in positivo, allora va bene, no?»; ma finché la coscienza è appiccicata al corpo fisico, quella coscienza che sta ai due poli, più e meno, è come un castello di sabbia: non dura, e per sempre non si riesce a stare in una condizione di felicità stabile.

Come ho detto prima, finché non si guardano dall’alto entrambi i poli nello stesso tempo, riconoscendoli e abbracciandoli, non ci si può staccare dalle convinzioni, dalle fissazioni, dai giudizi affrettati e dagli attaccamenti.

L’area di coscienza della veduta a volo d’uccello, che permette di guardare dall’alto in questo modo, si trova in una dimensione più in alto: non la seconda ma la terza dimensione, non la terza ma la quarta.

Guardare dall’alto nello stesso tempo i due sé estremi, riconoscerli e abbracciarli: detto con altre parole, significa moltiplicare i pensieri dei due poli per la coscienza spirituale e portarli a zero, più e meno che si annullano.

Si può dire che significhi conoscere che non è né buono né cattivo.

Si può anche dire che significhi non restare più impigliati né nel bene né nel male, né in ciò che piace né in ciò che non piace.

Facciamo diventare dotazione standard la visione di coscienza dall’alto

Abbracciare così con un solo sguardo sé e gli altri e non lasciarsi più scuotere da nulla: questa è la visione di coscienza che guarda dall’alto.

Per farla propria, è bene conoscere il principio del mondo delle manifestazioni.

Ho detto che il mondo fenomenico è un mondo in cui, quando la luce colpisce un oggetto, si forma un’ombra, vero?

Prova ad applicarlo alla coscienza umana.

Per esempio, vediamo… finché non ci si mette nella posizione di chi guarda dall’alto, al cuore con cui una persona cerca di amare qualcuno si accompagnano sempre, senza eccezione, pensieri emotivi opposti all’amore.

Si può dire che sia come quando a volte, proprio perché si ama, si diventa gelosi o sospettosi, o si comincia a non sopportare che l’altro non faccia come si vuole.

Se lo si applica all’esempio dell’oggetto e dell’ombra, il fatto che il positivo si capovolga in negativo significa diventare il pensiero dell’ombra, vero?

La coscienza umana che ha dimenticato la verità della vita fa come chi entra nell’ombra e diventa l’ombra stessa.

Con un altro esempio: supponiamo di guardare un film al cinema; chi guarda è il vero sé, eppure ci si immedesima nella storia fino a dimenticarlo, e si entra dentro lo schermo. Si può dire che sia uno stato di pensiero di questo tipo.

Così, per diplomarsi dalla condizione degli sforzi vani che finiscono nel nulla, bisogna far salire la coscienza alla dimensione più profonda. (Continua la prossima volta)

La Via per Vivere come Umanità Divina

I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

Angelusbell

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I video verranno pubblicati man mano.

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