L’ascensione dimensionale della ragione di vita (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★L’ascensione dimensionale della ragione di vita
Al contrario, anche se finora hai trovato la tua ragione di vita in cose radicate in un piccolo autocompiacimento, quello riguarda il passato fino a questo istante, e da ora puoi salire quanto vuoi a una ragione di vita altruistica.
Fai salire di dimensione la tua ragione di vita.
Questo lo puoi portare a termine di sicuro, soltanto con il modo in cui usi la tua coscienza.
Pensare o no “ci riesco”, decidere o no “ce la farò”: il bivio di questa scelta e di questa decisione è sempre questo istante che passa e che arriva.
Se in un attimo fai questa scelta e prendi questa decisione, poi non resta che metterla in pratica.
Se la metti in pratica, l’ascensione dimensionale della ragione di vita si compie.
Anche se decidi una volta, passi all’azione e fallisci, non è affatto un grande problema.
Se continui a provarci senza arrenderti, quante volte serve, uscirai sicuramente dalla gabbia dei pensieri abituali.

E se, come dicevi prima, trovi la tua ragione di vita nel lavorare per la convivenza dell’umanità con tutti gli esseri viventi e la natura, e vivi offrendo il tuo corpo e il tuo cuore per la pace e la serenità della Terra, si può dire che la tua ragione di vita incarni nel tuo corpo di carne la coscienza delle Divinità.
Chi è così, senza accorgersene, si è già diplomato dall’essere umano “ningen” e vive la vita come “hito”, essere umano in cui dimora lo spirito.
Secondo la nostra interpretazione, la parola giapponese “ningen”, essere umano, il cui secondo carattere significa “intervallo”, indica lo stato in cui tra la persona e la vita c’è uno spazio vuoto.
È lo stato in cui tra la vita e se stessi manca qualcosa nel mezzo.
La parola giapponese “manuke”, letteralmente “manca l’intervallo”, usata per dire sciocco, indica per noi lo stato in cui tra il vero essere della vita e il corpo fisico c’è uno spazio vuoto.
Perciò chi vive senza più quello spazio vuoto, con la coscienza sacra della vita stessa, ha già cominciato a muovere i primi passi come vero essere umano.
E quando una persona vive non come un essere umano con quello spazio vuoto, ma come un essere umano che è la coscienza stessa delle Divinità, si può dire che abbia già cominciato a percorrere la vita come membro dell’Umanità Cosmica.
Così, riguardando se stessi attraverso la ragione di vita che si ha ora, si può misurare da sé il progresso della propria evoluzione della coscienza.
Anche senza chiederlo a nessuno.
Se ciò che pensi, dici e fai riguarda soltanto il mondo intero, soltanto l’evoluzione dell’umanità, soltanto la manifestazione della Verità Universale, soltanto l’armonia di tutte le cose dell’universo, non c’è altro da chiedere.
Perché arrivi al più presto il giorno in cui la ragione di vita di tutte le persone sarà radicata lì, guida la Scintilla Divina dell’umanità mettendola in pratica e manifestandola tu stesso. (Fine)







