Coltiviamo un vero spirito religioso (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Ognuno è il fondatore della propria religione
Per natura, più rinasce il vero spirito religioso, più una persona non vede l’ora di dedicarsi agli altri.
E questo non significa soffocare i propri desideri e riempirsi di stress; perciò, più si vive così, più la vita si rallegra e si esalta, e una felicità infinita, inesauribile, avvolge se stessi una dopo l’altra.
E, se la si divide con gli altri, quel merito torna ancora di più da questa parte, e si diventa capaci di vivere facendo risuonare la luce dell’amore e della gratitudine, in una catena infinita in cui la felicità circola in modo virtuoso per sempre.
Non è un discorso di un futuro lontano.
Chi è veloce entro quest’anno, chi è lento entro pochi anni: tutti diventeranno così.
Perché la Grande Vita che opera alla radice della vita ripone grandi speranze nella vostra opera straordinaria, anche i tanti dèi e spiriti buoni del mondo della Terra e l’Umanità Cosmica sostengono la vostra opera, e arriva anche il momento giusto in cui la vostra divinità sboccia; perciò verrà il momento in cui la vostra Scintilla Divina si compirà.
E, lo ripeto un’ultima volta, il vero spirito religioso è il cuore che l’essere umano dovrebbe avere per natura, la coscienza che manifesta la divinità.
Per questo chiamiamo veri religiosi voi, che cercate di vivere manifestando la divinità.
Detto questo, non c’è affatto bisogno di creare un gruppo e diventarne il fondatore: tu, così come sei, basta che porti avanti il tuo modo di vivere (la tua individualità), unico in tutto l’universo.
In verità ognuno è il fondatore della propria religione.
Per questo diciamo che non c’è bisogno di accontentarsi di mettersi sotto qualcuno.
Tra le religioni del passato ce ne sono state molte che non hanno trasmesso abbastanza questa verità.

★Conosciamo la vera verità e facciamo rinascere la divinità
Anche riguardo alla vita umana, a dire la verità, l’essere umano per natura non è affatto servo degli dèi e dei buddha, ma è gli dèi e i buddha stessi.
E pare che in una parte del mondo ci siano discussioni sterili come “è superiore Dio” o “è superiore Buddha”, ma secondo la Verità Universale sono solo differenze di espressione; perciò chi prova resistenza verso la parola divinità può anche pensarla come natura di Buddha.
Così: “Facciamo rinascere la natura di Buddha che avevamo dimenticato completamente”.
L’importante è il kotodama, il significato che la parola esprime: inciampare sulle differenze di espressione è del tutto insensato.
E anche appartenere o no a un gruppo religioso non è un grande problema: ciò che si dovrebbe chiedere, in origine, è proprio se quella persona vive manifestando la divinità, che è la verità della vita.
Ognuno di voi, consapevolmente o no, proprio perché ha riconosciuto la divinità che dimora in sé, ha incontrato discorsi come i nostri, che trasmettono la vera verità.
Il luogo in cui ci troviamo davvero non è lassù, lontano nel cielo, ma il mondo del regno divino nel profondo del cuore di ognuno di voi.
Perciò si può dire che chi, pur vivendo entrato in un corpo fisico, passa il tempo con la coscienza del regno divino vive nel nostro stesso livello di mondo.
Manifestate pienamente la divinità, verità della vita, e con quella forza di luce sostenete sempre di più la Scintilla Divina dell’umanità.
Perché proprio nel futuro che viene quando ognuno vive così vi aspetta una società dell’ascensione (dell’ascensione dimensionale) in cui tutta l’umanità della Terra è divenuta Divinità. (Fine)







