Coltiviamo un cuore capace di amare in modo assoluto
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★L’amore tridimensionale
Un «mi piace» che si trasforma facilmente in antipatia non è un vero «mi piace».
È uno stato in cui le convinzioni egoistiche insediate nel centro di controllo del cervello emettono comandi come «è vicino, perciò gli apro il cuore» o «è lontano, perciò gli chiudo il cuore», e muovono il cuore e il corpo con regole di comportamento del tutto contrarie alla divinità.
In realtà ogni persona ha dentro di sé un cuore che ama in modo assoluto: un cuore che non ha un «mi piace» dietro il «non mi piace» né un «non mi piace» dietro il «mi piace», autenticamente senza diritto né rovescio, qualunque sezione del cuore si guardi con una TAC, e perfino se lo si tagliasse davvero a fette per guardarlo.
È questo che si chiama amore divino, amore perfetto.
Tutti arrivano a voler bene a qualcuno.
Sia chi ora non ha un partner o un coniuge, sia chi ora è legato a qualcuno, chiunque arriva a voler bene a qualcuno, vero?
E anche al di là dei rapporti tra uomo e donna, si arriva a trovare simpatiche o antipatiche le persone secondo il proprio tornaconto, vero?
Ciò che si può dire qui è che voler bene perché si è stati amati, o voler bene in modo unilaterale, sono pensieri che nascono da un «concetto relativo» con la coscienza appiccicata alla terza dimensione.
Cioè essere solo passivi non va bene, ed essere solo attivi non basta.
Il vero rapporto è un rapporto di amore reciproco, in cui ci si fida l’uno dell’altro alla perfezione.
Poiché non lo capiscono, tutti cambiano modo di vedere anche la stessa persona, ora simpatia ora antipatia, secondo l’umore del momento.
C’è un detto popolare in Giappone secondo cui il cuore di una donna è mutevole come il vento d’autunno, vero?

★Un amore al di là della relatività
Ma non è una cosa che riguarda solo le donne.
Anche per gli uomini è lo stesso.
Tutti provano simpatia o antipatia in base al proprio tornaconto.
Così, tra le persone che vivono sulla terra rivestite del corpo fisico, sono davvero tante quelle che non riescono a diplomarsi dal riconoscimento basato sull’ego.
Ma se tutti quanti vivessero in quello stato di coscienza, è evidente che questo mondo non diventerebbe mai pacifico, vero?
Perciò bisogna pensarci:
«Che cosa posso fare per diplomarmi da questo modo d’essere della coscienza, vedere chiaramente la divinità delle persone ed essere un sé che non trova simpatiche o antipatiche le persone secondo il proprio tornaconto?».
Il vero amore si trova nel profondo del cuore.
Senza una sola eccezione, nel profondo del cuore di tutti c’è il vero amore.
Eppure si pensa che non ci sia.
Questo perché nel cielo del cuore pendono fitte le nuvole chiamate autolimitazione, e il sole della vita si è nascosto.
Per rendere sereno quel cielo del cuore, è bene rendere lento e rilassato il respiro di tutti i giorni.
È il modo più semplice perché chiunque manifesti nella coscienza di superficie la coscienza del regno divino.
Se pensi di non poterlo fare, non puoi fare niente.
Ma se pensi di poterlo fare, puoi fare qualunque cosa.
L’essere umano è un’esistenza che, secondo come usa la coscienza, può guidare se stesso in qualunque direzione.
L’importante è non rinunciare alle proprie possibilità.
Prova a farlo pensando: «Posso farlo. Ci riuscirò».
Sperimenterai sulla tua pelle quanta pace porti al cuore un rapporto umano che non viene sballottato dalle onde agitate delle emozioni.







