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La Via per Vivere come Umanità Divina

Voice of Space Brothers

Nel profondo di una riverenza che le parole non sanno dire – 1

Pubblicato il Aggiornato il

Esperienze che le parole non sanno dire

Quante esperienze «che le parole non sanno dire» hai vissuto nella tua vita? Si può dire che siano momenti in cui le parole non servono a nulla, momenti in cui il cuore dice la verità con più eloquenza della bocca. Per esempio, gli ultimi istanti accanto a una persona cara che se ne andava, o i momenti in cui si è stati schiacciati da una disperazione o da un dolore indicibili.

In momenti così si può vedere il sé del subconscio, che di solito non emerge in superficie, oppure ricevere ispirazioni emesse dalla coscienza delle Divinità che sta ancora più in profondità.

Quando si trascorrono le giornate in modo inconsapevole, o si è sommersi dalle faccende di casa e dal lavoro, il cuore non dice la verità con più eloquenza della bocca, vero? In quei momenti ci si riconosce soltanto come i ricordi e le abitudini di pensiero appiccicati alla superficie del corpo fisico, che girano e girano nello stesso punto.

Le esperienze che lasciano senza parole non capitano tante volte nella vita, ma proprio per questo, quando ci si trova davanti a qualcosa che non si può risolvere con le proprie forze, o a eventi e situazioni contro cui il sapere del mondo umano non può nulla, è bene pensare «ah, è proprio questo il momento» e ascoltare la voce del cuore.

Ricerca filosofica

Per questo, come dico sempre, ogni tanto è bene rivolgere a se stessi in modo attivo domande come «da dove viene questa vita e dove ritornerà?», «chi sono io?», «per che cosa deve vivere l’essere umano?», «basta davvero continuare a ripetere così mangiare e dormire, lavorare e riposare, unirsi e separarsi?», ed esercitarsi a far rispondere il sé profondo.

A volte, però, una risposta chiara potrebbe non arrivare subito.

È l’ingresso nel regno della filosofia. In altre parole, si può dire che sia l’immagine di chi fa propri i principi della vita.

Facendo così, senza accorgersene, si può rendere un campo visivo della coscienza che osserva dall’alto il proprio riconoscimento naturale. E così, prima o poi, si diventa capaci di comunicare stabilmente con il sé profondo, che di solito non emerge in superficie.

Quando si arriva a questo, come stadio successivo, è bene esercitarsi a distinguere il «vero sé» dal «falso sé che si credeva di essere».

Il vero sé è la coscienza del corpo di luce della vita stessa, e quella coscienza è la forza che fa vivere se stessi in qualunque mondo si vada dopo aver lasciato il corpo fisico. Molti terrestri ora hanno dimenticato questa verità, ma in realtà in tutto il mondo stanno cominciando ad apparire, una dopo l’altra, persone che iniziano ad afferrare questo fatto. (Continua la prossima volta)

La Via per Vivere come Umanità Divina

I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

Angelusbell

Video in arrivo

I video verranno pubblicati man mano.

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