La felicità individuale e l’evoluzione della Terra (prima parte)
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★La causa che separa felicità e infelicità
Più si pensa «adesso non sono felice, perciò d’ora in poi voglio diventare felice», più è bene imparare e conoscere con avidità la verità della vita.
Così si capisce che la causa che separa felicità e infelicità sta nel modo di usare i propri pensieri «adesso», si cambiano le proprie abitudini di pensiero e si arriva ad afferrare la vera felicità.
Perché, imparando e conoscendo la verità della vita, si capisce che la causa che separa felicità e infelicità sta nell’uso dei propri pensieri «adesso»? Perché all’origine della vita ognuno è un’esistenza divina, un’esistenza di luce a cui non manca nulla.
Quando si capisce che il proprio corpo vero sta nella divinità, si capisce da sé che i pensieri emessi finora erano emessi in uno stato che aveva dimenticato la divinità.
Lo dico sempre: la struttura del corpo umano, o meglio della vita, vista dal lato del corpo fisico è uno stato in cui la vita è entrata nel corpo fisico; ma se si toglie uno strato e si guarda più in profondità, c’è il corpo astrale e si vive anche lì; se si toglie un altro strato e si guarda ancora più in profondità, c’è il corpo spirituale e si vive anche lì; se si toglie ancora uno strato e si guarda più in profondità, c’è il corpo divino e anche lì esiste inconfutabilmente il proprio sé; e se si guarda una dimensione ancora più profonda, si ritorna alla coscienza infinita come corpo di luce che si estende nell’universo.
E quando la dimensione su cui poggia la coscienza si approfondisce fino alla spiritualità del corpo divino, si prende coscienza di sé come di chi vive fin dall’inizio nella fonte della felicità infinita, dove non c’è né felicità né infelicità.
Se si approfondisce l’indipendenza dell’anima, missione comune all’umanità terrestre del ventunesimo secolo, si arriva alla verità che significava che la propria coscienza di superficie si approfondisse fino alla dimensione del corpo divino.
Che sé è il sé del corpo divino? È una coscienza piena d’amore senza limiti, assolutamente incapace di ferire o sminuire gli altri.
E per di più non invidia né disprezza gli altri, e non ha il pensiero separato che vede sé e gli altri come esistenze distinte, perciò in modo del tutto naturale la felicità degli altri è la propria felicità, e la propria felicità è direttamente collegata alla felicità degli altri.
Perciò non litiga con nessuno, né passa dalla gioia allo sconforto stabilendo chi sia superiore o inferiore tra sé e gli altri.

★Tutti possiedono la coscienza divina
La coscienza originaria dell’essere umano nel mondo divino vive nel mondo ideale che voi chiamate unità, e ognuno vede sé e la natura, sé e tutti gli esseri viventi, sé e gli altri come un’unica vita, e ha una coscienza che contribuisce all’armonia del mondo intero portando a compimento la propria parte.
Questo si trova nel profondo della coscienza di tutti.
Per quanto si cerchi in ogni angolo dell’universo, non si trova un essere umano senza coscienza divina.
In chi si è macchiato di reati e continua a ripeterli, in chi cerca di realizzare i propri desideri sottomettendo gli altri ai suoi piedi, in chi fa parte di gruppi terroristici e diffonde nel mondo un’atmosfera inquietante, perfino negli assassini simili a demoni, la luce della divinità dimora all’interno.
E naturalmente anche in chi, con la coscienza di ogni giorno inghiottita dalle onde agitate dei pensieri emotivi, è convinto di voler essere felice ma di non riuscirci.
Quando lo si capisce, chiunque capisce che ciò che contava davvero era il modo di usare la coscienza adesso, e così non si riesce più a usare la coscienza come finora, trascinati dall’inconsapevolezza; si arriva alla spiritualità del regno spirituale, che usa la coscienza consapevolmente, e alla fine si giunge alla coscienza del regno divino.
Per questo, come dico ogni volta, è importante mantenere profondo il respiro.
È proprio al di là, o meglio nel profondo, del respiro profondo che si trova la coscienza divina, il cuore del corpo divino.
Vivere ripetendo il respiro profondo ogni giorno, tutto il giorno, è l’abc dell’abc dell’evoluzione della coscienza.
Per questo dico sempre: «Respira in modo lento e rilassato».
Sembra che poche persone ne facciano un’abitudine, ma è importante decidere «farò mio il respiro profondo a costo della vita» e metterlo in pratica.
Perché il futuro della Terra dipende dalla tua evoluzione della coscienza. (Continua la prossima volta)







