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La Via per Vivere come Umanità Divina

Voice of Space Brothers

Le polpette di riso del cuore – 1

Pubblicato il Aggiornato il

Il modo d’essere essenziale dell’umanità

Quanto tu, in quest’epoca, punti all’«indipendenza dell’anima», «quel sentimento» e «la profondità della tua determinazione» ci arrivano fino a far male.

Perché io sono te, e tu sei me.

Dicendo così forse penserai «no, no, siamo persone diverse», ma nel «mondo della luce della vita» non esiste l’«individuo» come lo pensano gli esseri umani, e c’è solo l’energia della coscienza come luce che riempie tutto.

Si può dire anche che «c’è soltanto l’immagine delle sfere vibratorie di ciascuno che si incrociano attraverso le dimensioni e si sovrappongono».

Lì non ci sono né tempo né distanza. C’è soltanto «la luce della vita» che pervade l’universo.

L’Umanità Cosmica è l’insieme di esistenze che, in questa situazione, portano in sé l’energia della coscienza originaria che ha creato l’universo e continua ancora oggi a farlo funzionare.

Lì non ci sono né «io» né «tu», né «quella persona» né «questa persona».

C’è soltanto un «noi» in cui tutto è unito e armonizzato.

Eppure ciascuno regna con fermezza come «il creatore della propria vita».

Proprio per questo vale la Verità Universale per cui «ogni responsabilità della propria vita è di ciascuno» e «in origine non esiste colpa degli altri».

Nessuno vive pensando «voglio essere infelice», vero?

Eppure sulla Terra non sono poche le persone che, come risultato, vivono sospirando nei pensieri di «infelicità».

Perché si è arrivati a questo?

Guardandolo con calma e osservandolo dall’alto, ognuno può trovare un modo di vivere che contribuisca al compimento del mondo della Terra.

Per osservare tutto dall’alto con la visione a volo d’uccello

L’ho già detto, ma per fare proprio un campo visivo della coscienza che osserva dall’alto, bisogna porre la coscienza (lo spirito) in una sfera vibratoria almeno di una dimensione più alta del corpo fisico.

Per esempio, se si tiene sempre la coscienza appiccicata al suolo tridimensionale, è difficile osservare dall’alto il quadro completo degli oceani e dei continenti del pianeta Terra tridimensionale, ma se si trasferisce la Terra su una carta geografica del mondo a due dimensioni, se ne può cogliere il quadro completo a colpo d’occhio.

Perché si può dire così? Perché la propria coscienza, che si trova in tre dimensioni, osserva dall’alto la Terra distesa in due dimensioni.

A questo proposito ho detto, vero, che per vedere il mondo con la visione a volo d’uccello (il campo visivo della coscienza che osserva dall’alto) bisogna condensare tutto il presente, il passato e il futuro in «questo preciso istante» (il vero adesso).

Quel procedimento è proprio il segreto per «porre la coscienza (lo spirito) in una sfera vibratoria almeno di una dimensione più alta del corpo fisico».

Per aggiungere qualcosa, sé e gli altri, donne e uomini, anziani e bambini, nemici e alleati, vittime e chi ha fatto del male, esseri viventi e natura, eventi del passato e previsioni di ciò che potrebbe accadere in futuro: tutte le cose che si possono riconoscere vanno strette nel vero adesso, come se si avvolgesse con amore una polpetta di riso, stringendo, stringendo, stringendo.

Bisogna condensare in «qui e ora», con la massima sincerità, tutte le cose che si vedono con il proprio modo di pensare dualistico.

Allora, senza accorgersene, la coscienza sale di dimensione, e ci si ritrova trasformati in un sé capace di osservare dall’alto sé, gli altri e il mondo da una dimensione più alta.

Il punto chiave è «senza accorgersene» (a un certo punto, senza sapere quando).

Perciò, una volta fatto sciogliere il proprio riconoscimento in questo preciso istante, è bene non attaccarvisi e dimenticarlo per un po’.

Così verrà sicuramente il momento in cui, senza accorgersene, ci si sarà aggiornati in un sé che osserva tutto dall’alto, perciò basta stare tranquilli, credere nella propria missione e fare ogni giorno tutto il possibile.

Ma la maggior parte delle persone si scoraggia prima ancora di provare e rinuncia fin dall’inizio, decidendo «impossibile, non va, non ci riesco».

Se si ha lo spazio nel cuore per emettere pensieri del genere, in realtà basterebbe continuare a preparare con sentimento le «polpette di riso del cuore».

Il riconoscimento del «qui e ora», del «vero adesso», si manifesta quando si uniscono la mano destra e la mano sinistra del cuore.

Per questo è bene giungere le mani con tutto il cuore.

(Continua la prossima volta)

La Via per Vivere come Umanità Divina

I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

Angelusbell

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I video verranno pubblicati man mano.

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