Nel processo di riduzione all’essenza della vita
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Il cammino della riduzione alla luce della vita
Per descrivere la vita in una parola, si può dire che sia il processo di riduzione all’essenza della vita (la coscienza divina).
È anche il cammino in cui si restituiscono alla coscienza della luce della vita stessa i pensieri ossidati (i pensieri che si sono allontanati dall’essenza della vita) emessi dalle vite passate fino a questo istante.
Nella vita di una persona, questa occasione (opportunità) di riduzione della coscienza arriva a tutti allo stesso modo, come manifestazione dei pensieri che ognuno emette istante dopo istante senza farci caso; ma com’è che dalla vostra parte (la coscienza superficiale) non sembra uguale per tutti…?
Credo che ci siano tanti modi di vederla secondo le persone, ma ciò che possiamo dire, visto da noi, è che il motivo per cui la velocità di riduzione della coscienza varia da persona a persona sta nella differenza tra quanto ciascuno ha ripetuto con costanza, o no, il modo giusto di emettere i pensieri che lo avvicina alla propria essenza e lo rende tutt’uno con essa, davanti alle scelte di ogni istante.
Nella via maestra della vita non ci sono scorciatoie
E capisci che la scelta giusta dei pensieri in ogni istante della vita non è necessariamente un cammino comodo e conveniente per sé?
E guardi e pensi con una coscienza decisa con tutto il cuore che sulla via dell’evoluzione della coscienza non c’è da nessuna parte una scorciatoia con cui passare avanti agli altri facendo poca fatica e con furbizia?
Qui si può dire con chiarezza una cosa: finché si vive con una coscienza che, davanti agli avvenimenti di ogni giorno e di ogni istante, emette solo pensieri egocentrici, per quanto ci si destreggi con furbizia, non si entrerà mai in uno stato di coscienza più nobile di quello delle persone che vivono manifestando sinceramente la coscienza dell’origine della vita.
Questo è un punto importante: considerare una sofferenza perfino “le esperienze necessarie per far risplendere la luce della vita (le strade che non si possono evitare)”, detestarle e cercare di sfuggirle significa rinunciare da sé, senza batter ciglio, all’occasione dell’ascensione dimensionale (l’opportunità della riduzione della coscienza), e scegliere di restare tranquilli nel bozzolo delle abitudini di pensiero.
Proprio qui molte persone si lasciano trascinare dai pensieri abituali, rimandano la riduzione della coscienza e restano impigliate nei pensieri ossidati; in altre parole, scelgono con leggerezza il modo di vedere e di pensare egocentrico, la strada più comoda, quella con meno fatica.

Se vivi aspirando all’evoluzione della coscienza
Chi vive davvero aspirando all’evoluzione della coscienza riesce a trovare una piccola gioia perfino nelle cose che le persone con i pensieri ossidati sentono come una sofferenza e detestano, e riesce ad accoglierle o ad affrontarle.
Per esempio, in una situazione in cui non si può andare avanti verso la strada comoda che c’è più in là senza passare per un sentiero tutto fangoso, se non ci sono passerelle, stivali o altri attrezzi, bisogna farsi coraggio e passarci anche così come si è, vestiti come capita, no?
Una volta attraversato, dall’altra parte ti aspetta una strada normale, e se ti sei sporcato i piedi di fango, basta lavarli dopo averlo attraversato.
Allo stesso modo, nella situazione mondiale di oggi è importante non limitarsi a sognare una pace facile, ma guardare senza distogliere lo sguardo anche le manifestazioni disarmoniche dell’umanità, compresi se stessi, e sublimarle (digerirle) come cose che ci riguardano.
L’ossidazione dei pensieri dell’umanità, infatti, non è qualcosa di separato per ciascuno, ma qualcosa che è collegato nel mondo invisibile attraverso le vibrazioni.
Perciò la via verso il vero risveglio non è diventare illuminati soltanto per sé, ma pregare avvicinando il cuore anche alle sofferenze dell’umanità del mondo.
Se si riduce la coscienza collettiva ossidata
Anche se la responsabilità dei pensieri emessi da ciascuno ricade in realtà su chi li ha emessi, il destino dell’intera Terra procede grazie alla creazione comune della coscienza collettiva di tutta l’umanità; perciò, se a cominciare da chi se ne accorge si riducono alla luce i pensieri ossidati che si trovano nella coscienza collettiva, più aumenta la parte ridotta, più diminuiscono i punti ossidati della coscienza collettiva, e si prepara un terreno in cui tutta l’umanità può ridurre più facilmente la coscienza.
Così si può dire che quanto si riesca a disegnare nel mondo della Terra un cielo e una terra armoniosi dipenda dalla riduzione dei pensieri ossidati.
Più aumentano le persone che, sapendo queste cose, praticano ogni giorno la preghiera che riduce i pensieri ossidati alla coscienza divina, più ogni sofferenza scompare dal mondo della Terra, e alla fine si dispiegherà un mondo di grande armonia in cui a tutti arriverà soltanto la felicità.







