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La Via per Vivere come Umanità Divina

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Come lasciare andare i ricordi e aprire il futuro – 1

Pubblicato il Aggiornato il

È proprio grazie ai ricordi che siamo riusciti a vivere

L’essere vivente chiamato essere umano ha un aspetto per cui riesce a vivere proprio perché ha dei ricordi.

Per esempio, cose del tipo «se faccio questo in questo modo, succede quest’altro» sarebbero incerte senza ricordi basati sull’esperienza.

Se nel percorrere la vita non ci si ritrova a dire: «Non ho la minima idea di cosa fare e come. Non so da che parte girarmi», è unicamente perché si è aiutati dai ricordi.

Prova a pensarci.

Perché secondo te non ci si ritrova a dire: «Non so come si prende l’ascensore», «Non so come si usano il coltello da cucina o le forbici», «Non so come si cammina», «Non so come si parla», «Non so come si prende il treno», «Non so cosa fare quando entro nella vasca da bagno», «Non so come si fa la spesa», «Non so come si guarda la televisione»?

È perché, in base ai ricordi, si ha la consapevolezza che in un certo momento bisogna fare così e in un altro momento bisogna fare cosà, vero?

Si può dire che sia unicamente merito dei ricordi.

Che ci siano cose che riusciamo a fare proprio perché abbiamo dei ricordi è un lato della realtà; ma, come dice il proverbio «il troppo stroppia», anche con i ricordi, se ci si resta troppo impigliati, si mette un coperchio alle possibilità infinite che l’essere umano ha dentro di sé, si chiude il proprio futuro luminoso e non si riesce più ad aprirlo: anche questo è un lato della realtà.

Esempi concreti di come i ricordi chiudono il futuro

Per capire quanto il restare troppo impigliati nei ricordi abbia chiuso le proprie possibilità, è bene analizzarlo partendo da esempi concreti di ciò che si è fatto nella propria vita.

Per esempio, non ti capita di tirarti indietro pensando: «Mi mette un po’ a disagio dire la mia a quella persona», per motivi del tipo «Quella persona si oppone subito» o «È un po’ difficile da avvicinare»?

È un esempio banale che capita, che so, sul posto di lavoro, ma il fatto stesso che nasca un movimento di pensiero del genere è un movimento di pensiero che nasce proprio perché si è «impigliati nei ricordi».

Se quel pensiero non ti fosse venuto in mente, forse la tua idea sarebbe stata accolta e tutti ne avrebbero tratto beneficio e sarebbero stati felici; invece, siccome ti sei tirato indietro impigliato nei ricordi del passato, hai sprecato un’occasione che poteva creare un futuro splendente.

Quando ci si tira indietro così, in quel momento, da qualche parte nel cuore, si agita l’istinto animale di autoconservazione che cerca di proteggersi, per non ferirsi e non provare sensazioni spiacevoli, con pensieri come «E se si oppongono?», «Che seccatura se mi contraddicono» o «Mi dà fastidio essere respinto senza tante cerimonie».

Si può dire che proprio questo sia un comportamento che spreca il futuro perché si è impigliati nei ricordi.

L’essere vivente chiamato essere umano, per queste cose, è sempre uguale in tutto: si muove più o meno allo stesso modo, secondo schemi di comportamento basati sulle proprie abitudini di pensiero.

Se non si cambia questo, per quanto tempo passi si resta in una vita che non fa che girare in tondo nello stesso punto.

Allora che cosa bisogna fare, ti chiederai.

Tranquillo.

Adesso ti spiego come aprire il futuro senza farsi ostacolare dai ricordi, quindi prendilo per quello che è e prova ad applicarlo alla tua vita.

(Continua la prossima volta)

 

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I messaggi di questo blog, riordinati per tema in una serie di libri.
La serie sarà pubblicata un volume alla volta.

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I video verranno pubblicati man mano.

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