Come rompere il proprio guscio per chi non riesce a uscire dal guscio che si è costruito ed è bloccato (seconda parte)
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(Continua dalla volta precedente)
★Accogliamo noi stessi e gli altri attraverso la gratitudine verso la vita
Non è qualcosa in cui un altro possa aiutarti.
È qualcosa che si può fare solo guidando se stessi.
Un modo concreto per guidare se stessi è accumulare piccole esperienze di successo.
Ma finché non si riesce a sentire quanto sia prezioso essere fatti vivere, nemmeno questo riuscirà bene, perciò prima di tutto è bene ringraziare la vita stessa che ci fa vivere.
Nelle brevi parole di preghiera «Vita, grazie» è racchiusa la gratitudine verso tutte le vite dentro e fuori il proprio cuore e il proprio corpo.
Nella parola vita risplende tutta la «luce della vita» che dimora nelle cose dotate di forma e le fa vivere l’una grazie all’altra.
Forse, a sentir dire che nella vita risplende la luce della vita, non vi sarà chiaro; ma basta pensare che «la gratitudine verso la vita si collega alla gratitudine verso tutte le esistenze dell’universo».
Se si continua così per un po’, si riesce a ricordare il proprio valore.
Allora si attenuano la paura della società, in cui si ha a che fare e ci si relaziona con gli altri, e il disgusto per il mondo, e col tempo si arriva a cogliere il fatto che tutti gli esseri umani sono in origine un’unica vita e muovono il grande cielo e la grande terra collaborando tra loro.
Non c’è pensiero che ostacoli l’evoluzione della coscienza più di un pensiero di autoconservazione come «non voglio avere a che fare con gli altri perché non voglio essere ferito».
Sembra di proteggersi, ma in realtà ci si rinchiude in qualcosa di piccolo.
Anche il pensiero «non voglio avere a che fare con gli altri perché non voglio ferire nessuno» spesso nasconde dietro di sé il desiderio di proteggersi.
Pensieri così significano solo che il cuore è diventato un po’ timoroso, per l’accumulo dei fallimenti e delle delusioni del passato nei rapporti con gli altri, dei rapporti distorti con i genitori e i fratelli, e così via; perciò basta allargare poco a poco l’ambito dei rapporti con gli altri, per esempio: salutare, riuscire a scambiarsi un saluto, provare a parlare del tempo.

★Le ferite del cuore si possono superare da soli
E ci sono persone che non riescono a superare, nemmeno dopo decenni, le ferite del cuore nate nei rapporti con i genitori e i fratelli, e soffrono ancora nella mezza età o nella vecchiaia.
Se una persona così vive ancora con loro, è bene provare a vivere separati, se la situazione lo permette.
E che si riesca a vivere separati o no, è bene continuare a pregare ogni giorno, istante dopo istante, per la grande armonia di tutta la Terra.
L’essere umano, prendendo l’abitudine di sciogliere la propria coscienza in qualcosa di più grande, alla fine arriva a non dare più importanza ai pensieri personali legati alla propria convenienza, e diventa capace di perdonare anche i familiari che non riusciva a perdonare.
Questo significa proprio occuparsi prima delle proprie faccende, e creare da sé un ambiente di coscienza in cui si può usare liberamente l’energia vitale.
Va bene disegnare grandi ideali, ma è difficile arrivare con un salto solo al mondo ideale trascurando i passi sotto i propri piedi, perciò prima di tutto bisogna volgere lo sguardo alla vita reale e diventare capaci di avere rapporti armoniosi con le persone intorno.
Ce la farai di sicuro.
Ci sono molti predecessori che hanno superato condizioni come queste e sono evoluti nella coscienza, e anche noi ti sosteniamo.
E se ci sono momenti in cui ti sembra proprio di stare per crollare, grida nel cuore: «Spirito Guardiano, grazie di vegliare sempre su di me. Aiutami».
Così il tuo Sé Superiore ti darà sicuramente, attraverso l’intuizione, la saggezza migliore.
In quel momento, non dimenticare mai di esprimere prima la gratitudine.
Il motivo lo capisci se ti metti al posto dell’altro.
Lo Spirito Guardiano è una Divinità con un incarico speciale e personale, che veglia e guida ogni essere umano senza allontanarsi nemmeno per un istante.
Anche se i vostri pensieri vi dicono «sono tutto solo», non è assolutamente così: vivete insieme al vostro Spirito Guardiano. (Fine)







