Nell’ultimo tratto del viaggio tridimensionale (prima parte)
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★Come affrontare con il cuore le situazioni improvvise
Quando la storia della vecchia civiltà sta per finire, per trasferire le vecchie abitudini di pensiero nella coscienza divina originaria, a volte, per alcune persone, il Sé Superiore fa vivere al corpo fisico un destino duro di demolizione e ricostruzione (grande purificazione).
È perché c’è del karma che non si può cancellare e purificare se non passando per l’esperienza; ma, a dire la verità, anche in quel caso è ridotto a una frazione, o a una piccola frazione, del destino che avrebbe dovuto manifestarsi, e si manifesta contenuto in una sofferenza piccolissima.
Detto questo, in quei momenti il cuore umano a volte è dominato da una fitta di pensieri emotivi che non si riesce proprio a gestire, e si trova in una situazione senza via d’uscita, senza riuscire a pensare con calma né a giudicare con lucidità, vero?
Proprio in quei momenti di crisi è bene rendere calmo il respiro in modo consapevole.
In verità, proprio in quelle situazioni si manifestano i frutti dell’impegno costante e i meriti del passato vengono in aiuto; ma davanti a una situazione improvvisa non si può stare a fare tanti discorsi tranquilli sui “se” e sui “ma”.
Quando all’improvviso ti assalgono un’ansia e una paura incontenibili, un dolore e una sofferenza senza rimedio, o pensieri di tristezza terribile, come se tutto il futuro si fosse oscurato, sgorgano senza sosta e sembra che lo stato mentale razionale sia saltato via, ciò che può riportarti in poco tempo a uno stato di coscienza calmo, senza spendere tempo né denaro e senza dipendere dagli altri, è la risonanza stessa di un respiro profondo, profondissimo.
In quel momento è ancora meglio se, seguendo il ritmo del respiro lento, pronunci nel cuore, come una formula, le parole di luce (kotodama) della luce della vita che vanno oltre ogni concetto di opposizione dualistica.

Perché il ritmo del respiro profondo è la pulsazione stessa dell’universo, e le parole del bene assoluto che va oltre il buono e il cattivo (parole come “Tutto è un processo per creare un mondo migliore. Va tutto bene! Grande compimento!”) sono l’energia stessa che proietta e manifesta in questo mondo la risonanza della divinità.
E quando lo fai davvero, decidi tu, per convincere te stesso, con quali parole esprimerlo.
Se si tratta di una difficoltà fisica, a volte chiedendo aiuto agli altri si trova la via per risolverla. Anche davanti alla tempesta dei pensieri emotivi, il sostegno delle persone intorno e le cure del medico sono un aiuto importante. Detto questo, la chiave per placare la tempesta dal profondo del cuore si trova anche nella propria coscienza.
Quella forza è presente in ognuno.
Accumulando piccole esperienze di successo in cui si guida se stessi, chiunque può allargare la capacità della propria anima.
E facendo così, anche l’approfondimento del livello di coscienza procede allo stesso tempo.
Lo stato in cui non si riesce più a controllare lo spirito, o in cui si è tormentati dai pensieri emotivi, è uno stato in cui si è rinchiusa la propria coscienza nel guscio di piccolissime abitudini di pensiero, e la capacità della coscienza si è rimpicciolita per le abitudini di pensiero che limitano se stessi.
E il modo più versatile e universale per uscirne e usare liberamente il cuore è respirare abitualmente con un ritmo calmo.
Un altro modo potente per seguire il ritmo del respiro può essere creare e far risuonare nel fondo del naso un suono del respiro simile al rumore delle onde che si ripetono su una spiaggia con il mare calmo.
Respira facendo risuonare un suono simile alle onde, “shhh, shhh, shhh, shhh”, e concentra la coscienza su quel suono.
Così il diencefalo viene stimolato da sé, e questo ha l’effetto di avvolgere e guarire con dolcezza perfino i campi del subconscio più ampi e profondi. (Continua la prossima volta)







